Le radici della Salsa risiedono nell’Afro Yoruba
La religione Afro-Yoruba originale, consisteva in Africa sulla venerazione di divinità per mezzo di rituali specifici, ma soprattutto per mezzo della Danza, del Canto e della Musica generata dai tamburi.
- Gli Orishas venerati in Africa erano più di 400, ad oggi a Cuba se ne conoscono molti meno; quelli ballati e venerati dalla maggior parte dei credenti su territorio cubano, sono all’incirca 15, di questi Orishas, pochissimi rispetto a quelli originali hanno mantenuto caratteristiche immutate, sia per quanto riguarda la loro rappresentazione artistico-religiosa, sia per la musica che li rappresenta, i costumi, i colori ed anche i movimenti.
Ad ogni Orisha infatti corrispondono canti, tocchi di tamburi, vesti, colori e metodi di danza differenti; molti sono rappresentati da passi più complessi, alcuni passi sono utili per essere ballati da ogni Orisha, altri sono caratteristici di un Orisha in particolare e così discorrendo…
Per maggiori info: visita la pagina della SANTERIA CUBANA.
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ToggleDa qui hanno origine le fondamenta del ballo, persino quelle della Salsa.
Tantissime sono state a Cuba, nel corso della storia, le danze folkloriche nate ed evolute dalla danza religiosa Afro-Yoruba; la maggior parte delle danze oggi più conosciute e ballate nelle sale da ballo Caraibico, possiedono passi e movenze direttamente provenienti da queste danze antenate (il cha-cha-cha ad esempio, è un ballo proveniente dal passo base afro di alcuni Orishas).
- Il ballo della salsa è la miscellanea di vari balli folklorici popolari cubani, gli stili predecessori ad essa più connessi sono il conosciuto “Son”, la “Rumba” (proveniente dall’Afro), il “Cha cha cha” ed altri ancora inerenti alle danze popolari come il Mambo; tutti questi, hanno aiutato ad implementare e raffinare il Son tradizionale, contaminandolo, sino a dare luce alla famigerata Timba Cubana (salsa) che oggi tutti conosciamo.
In continua espansione ed evoluzione, venne ripetutamente modificata a seconda delle inclinazione artistiche e culturali dei vari arrangiatori, musicisti e cantanti che la sostenevano.
Da qui nacquero tutte le sub-culture salsere e le nuove tipologie di interpretazione che oggi troviamo nelle varie sale da ballo Latino Americane.
Alla Phoenix a.s.d durante le nostre lezioni di salsa a Milano, cerchiamo sempre di collegare tutti questi fattori tra loro, relazionando in contemporanea passi e gestualità con il motivo della loro esistenza, esaminando l’etimologia sia musicale che fisica di un preciso movimento di danza.
Solo in questo modo l’allievo ottiene il quadro completo e la piena consapevolezza di tutto quello che andrà a ballare.
Dalla ritualità alla danza popolare
Un ulteriore aspetto fondamentale per comprendere davvero come dalla Santeria si sia giunti sino alla Salsa Cubana, riguarda il passaggio dal contesto rituale a quello popolare e sociale.
La trasformazione non avvenne in maniera improvvisa, né per mezzo di una semplice sostituzione di forme artistiche, ma attraverso un lento processo di adattamento culturale, musicale e coreutico.
Le gestualità sacre proprie degli Orishas, inizialmente eseguite all’interno delle cerimonie religiose come strumenti di invocazione, celebrazione e rappresentazione simbolica, iniziarono nel tempo a trasferirsi anche in contesti non strettamente religiosi.
Ciò avvenne soprattutto perché il patrimonio corporeo e ritmico Afro-Cubano non poteva rimanere confinato al solo ambito cerimoniale: esso era troppo profondamente radicato nella vita quotidiana del popolo cubano, nel suo modo di sentire il ritmo, di interpretare la musica e di comunicare attraverso il corpo.
La danza rituale Afro-Yoruba, infatti, non era composta soltanto da movimenti “religiosi” nel senso stretto del termine, ma da una vera e propria grammatica corporea fatta di intenzioni, posture, flessioni, torsioni, accenti, improvvisazioni e dialoghi continui con la percussione.
Questa grammatica, pur nascendo per venerare il divino, possedeva già in sé un fortissimo valore espressivo, estetico e teatrale; per questo motivo, con il passare dei decenni, molti elementi furono naturalmente assorbiti dalle danze popolari cubane.
Cosa è rimasto nella Salsa Cubana?
I tocchi dei tamburi batà, le cellule ritmiche derivate dai rituali, la relazione tra danzatore e percussione, la dinamica del movimento dal bacino al tronco, l’uso della spirale, della circolarità, del radicamento a terra e dell’improvvisazione sono tutti aspetti che, pur mutando nel tempo, hanno continuato ad esistere anche fuori dal tempio.
In altre parole, il linguaggio del folklore religioso non scomparve: si trasformò.
Da tale trasformazione nacquero e si svilupparono molte forme intermedie.
La Rumba, per esempio, pur non essendo una danza religiosa, conserva una fortissima matrice africana nella struttura ritmica, nel dialogo tra canto e percussione, nell’uso del corpo e nell’interpretazione viscerale del movimento.
Allo stesso modo il Son Cubano, che divenne una delle colonne portanti della musica popolare dell’isola, si nutrì dell’incontro tra elementi ispanici e radici afro-cubane, fondendo melodia, ritmo, canto e danza in una forma nuova, più sociale, ma ancora profondamente legata alla memoria africana.
È proprio in questo punto della storia che il legame con la Santeria diventa chiarissimo.
Non si può dire che la Salsa Cubana “derivi direttamente” da un singolo ballo religioso, come se ne fosse una copia modernizzata; è più corretto affermare che la Salsa Cubana sia il risultato finale di una lunga sedimentazione culturale, nella quale il patrimonio rituale Afro-Yoruba ha agito come fondamento ritmico, motorio ed espressivo.
Molti movimenti che oggi, in una lezione di salsa, appaiono naturali o puramente estetici, trovano in realtà lontane corrispondenze nel mondo afro-religioso:
- la mobilità del torso
- l’elasticità delle ginocchia
- il rapporto costante con il terreno
Anche quando questi elementi non vengono più eseguiti con significato sacro, essi continuano a vivere come tracce profonde di quella matrice originaria.
Dalla Santeria al Casino moderno
Successivamente, l’evoluzione musicale di Cuba portò queste influenze a mescolarsi con nuove strutture orchestrali, con arrangiamenti più moderni, con il contributo del jazz, del mambo, del son montuno, del cha cha cha e, più tardi, della timba.
La danza seguì inevitabilmente la stessa traiettoria: si arricchì di figure di coppia, di dinamiche sociali, di codici più adatti alla pista da ballo, ma senza perdere del tutto il suo DNA afro-cubano.
La Salsa Cubana, o Casino, rappresenta dunque non solo un ballo sociale di coppia, ma anche la forma contemporanea di una memoria antica.
Dietro ogni giro, ogni cambio di direzione, ogni marcazione musicale e ogni gesto corporeo apparentemente semplice, si nasconde un lungo percorso storico fatto di:
- resistenza culturale
- sincretismo
- trasformazione e continuità
Comprendere questo processo significa smettere di vedere la salsa come un semplice insieme di passi da imparare meccanicamente.
Significa invece riconoscerla come il frutto maturo di un’eredità complessa, nella quale la spiritualità Afro-Cubana, la ritualità della Santeria, le danze folkloriche, il Son, la Rumba e la musica popolare cubana hanno concorso insieme a costruire un linguaggio unico al mondo.
Ecco perché studiare la Salsa Cubana senza conoscere almeno in parte le sue radici equivale a comprenderne soltanto la superficie.
Conoscere il cammino che parte dagli Orishas, passa per i tamburi, attraversa il folklore e giunge sino alla danza sociale moderna, permette invece di ballare con maggiore:
- coscienza
- musicalità
- *rispetto per la cultura da cui tutto ha avuto origine*




















