
Elegguà
Elegguà (Eleggua, Eleguá, Eshu) – Orisha delle strade, delle soglie e del destino.
Scheda rapida
- Nome: Elegguà (varianti: Eleggua, Eleguá; spesso collegato/associato a Eshu/Elegbára in alcune tradizioni)
- Sincretismo più comune: Sant’Antonio da Padova
- Nel Palo Monte: associato a Lucero (talvolta definito “il diavolo” nel linguaggio popolare)
- Altri nomi/devozioni popolari riportate: El Niño de Atocha, Alma Sola
- Giorno della settimana: Lunedì
- Giorno dei festeggiamenti: 13 giugno
- Numero rappresentativo: 3
- Colori principali: rosso e nero (talvolta anche bianco e nero, oppure bianco-rosso-nero secondo “cammini” e patakín)
- Collana (elekes): conterie rosse e nere (variante più diffusa)
Chi è Elegguà e cosa rappresenta
Elegguà è uno degli Orishas più importanti perché è legato a tutto ciò che è inizio, passaggio e scelta. Nella visione yoruba-lukumí (Santería) è il custode delle soglie: strade, crocevia, porte, cancelli, valichi, incroci e passaggi della vita. In altre parole, Elegguà è l’energia che apre e chiude i cammini.
Rappresenta anche la natura doppia dell’esistenza:
- giorno e notte
- positivo e negativo
- nascita e fine
- fortuna e ostacolo
In molte case si dice che detenga le chiavi del destino consegnate da Olofi / Olodumare (Dio nella tradizione yoruba), perché è lui che permette agli eventi di “mettersi in moto” o di fermarsi. Per questo spesso è considerato l’Orisha che arriva per primo: prima di ogni strada, prima di ogni scelta, prima di ogni messaggio.
Indice dei Contenuti
ToggleSincretismo e corrispondenze
Con chi è sincretizzato
- Sant’Antonio da Padova: sincretismo molto diffuso, anche per la simbologia delle chiavi, della protezione, dei passaggi e delle “cose ritrovate”.
Nel Palo Monte
- Lucero: in alcune espressioni del Palo viene associato a una forza di soglia, talvolta descritta come “diavolo” nel linguaggio popolare. È utile dirlo così: non come giudizio morale, ma come modo tradizionale di nominare un’energia ambivalente, capace di aprire e chiudere.
Aspetto, età simbolica e natura “guerriera”
Elegguà è spesso descritto come bambino giocherellone (furbo, rapido, imprevedibile). Però può manifestarsi anche come:
- giovane
- adulto
- anziano
Questa variabilità indica che Elegguà governa il tempo e le trasformazioni. In molte tradizioni rientra tra i Guerreros (assieme a Ogun, Ochosi e Osun), perché protegge e guida nel mondo concreto: strade, città, incontri, imprevisti, opportunità.
Elegguà è considerato un Orisha marcatamente maschile (in molte case: “100% maschile”).
Colori di Elegguà (vestiario, simboli e collana)
Colori principali
- Rosso → vita, energia, impulso, movimento, forza vitale
- Nero → notte, mistero, fine, profondità, potere sulle soglie
Varianti tradizionali
- Bianco e nero: in alcune linee e contesti sincretici
- Bianco + rosso + nero: a seconda del cammino (incarnazione/aspetto) e del patakín
Collana (conterie / elekes)
- Rosso e nero (sequenza classica e riconoscibile)
Le conterie rosso e nere sono tra i segni più noti con cui si riconosce Elegguà nelle tradizioni afrocubane.
Oggetti, simboli e strumenti di Elegguà
Elegguà è legato a oggetti molto concreti, perché la sua funzione è rendere concreti i passaggi: entrare/uscire, incontrare/perdere, aprire/chiudere.
Simboli ricorrenti
- Chiavi (chiavi del destino, chiavi delle porte e delle vie)
- Porte, soglie, crocevia, incroci
- Nodi e legature (capacità di “legare o sciogliere” situazioni)
- Conchiglie/cowries (dilogún): canale di “parola” e segno
- Cocco: altro strumento di consultazione / “voce” simbolica
Strumento principale: il Garabato
- Garabato: bastone/uncino. Nella memoria tradizionale viene raccontato come strumento per unire (in Africa, “formare coppie” come un Cupido). Nella tradizione cubana e nel racconto popolare viene usato per aprire il sentiero nel monte, tra piante e rovi: rendere praticabile la strada.
Altri elementi iconici
- Borsa: Elegguà porta con sé messaggi, opportunità, risorse e “trucchi”.
- Ampio cappello di paglia: segno del viandante e del guardiano della soglia.
- Ricettacolo / recipiente: può essere un güiro (guiro), frutto simile a una zucca essiccata e trasformata in contenitore.
Com’è caratterialmente (temperamento e psicologia)
Elegguà non è “buono” o “cattivo”: è soglia. E proprio per questo può manifestarsi in modi molto diversi:
- Furbo e intelligentissimo: vede prima, capisce prima, anticipa.
- Giocoso e provocatore: mette alla prova, crea incastri per insegnare.
- Irritabile se trascurato: se ignorato diventa ostacolo.
- Protettivo ma severo: può salvare e può punire.
- Sempre in agguato: energia che può comparire all’improvviso nelle svolte della vita.
Elegguà è l’Orisha dell’ambivalenza: può essere porta o muro, incontro o perdita, soluzione o prova — a seconda di come ci si pone davanti alla strada.
Patakín (storie) e insegnamenti
1) Il cappello a due colori (Eshu e la discordia)
Un patakín molto noto racconta che Eshu indossò un cappello con due colori diversi, passando tra due amici. Uno giurò di aver visto un cappello rosso, l’altro uno nero, e la discussione crebbe fino a diventare conflitto.
Morale: la verità cambia a seconda del punto di vista. Elegguà/Eshu mette alla prova orgoglio, rigidità e presunzione.
2) Eshu “abbandonato” da Oyà (come riportato nella tradizione)
Nel tuo racconto: Eshu nasce da Oyà e viene abbandonato, perché Oyà non vuole bambini né famiglia. Questa storia mette al centro il tema della sopravvivenza e dell’autonomia: l’Orisha cresce “tra le soglie” e impara che il cammino può essere crudele o generoso.
Morale: non esiste apertura senza rischio; non esiste destino senza scelta.
I “cammini” di Elegguà: 21 aspetti
Si parla spesso di 21 cammini (incarnazioni/aspetti) di Elegguà/Eshu: alcuni più “benefici”, altri più “duri”, altri ancora provocatori e spigolosi.
Nel tuo testo:
3 Elegguà per 7 cammini → 3 × 7 = 21 cammini totali, tanti quanti le sue conchiglie, e non tutti i cammini si manifestano nello stesso modo.
Tra i suoi cammini, alcuni racconti parlano di un aspetto chiamato Eshu, associato a prove e sfide: da qui nasce l’equivoco “diabolico” in alcune letture popolari.
Suono e ritmo: l’Alumbanché (Batá)
Un toque (ritmo) associato a Elegguà è l’Alumbanché. Nella descrizione tradizionale:
- il passo ha un andamento uno-dos / uno-dos-tres, con movimento sostenuto e terzinato (un-dos-tres);
- si riconoscono 5 passi (paragonabili per importanza a una “chiave” ritmica);
- l’Alumbanché è una poliritmia formata dal dialogo di 3 tamburi Batá:
- l’Iyà “dice” Alumbanchè,
- mentre l’Okónkolo marca Kin pà.
Sintesi finale
Elegguà è:
- padrone delle vie e delle porte
- guardiano delle soglie
- messaggero e apripista
- chiave del destino
- energia ambivalente (apre e chiude, unisce e separa)
- il primo ad essere salutato, perché senza strada non esiste cammino