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Changò è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

CHANGO’

Santa Barbara, nel Palo Monte, è 7 Rayos.

La palma è il suo rifugio e trono.

Dio del fuoco, della musica, del tuono e delle saette, della polvere da sparo, signore dei tamburi suonanti, abilissimo in battaglia tanto da essere alla pari con il dio della guerra Oggun, sputa lingue di fiamme e brucia la terra dove cammina con tanto di fumo dai piedi.

E’ il dio più bello, voluto da tutte le donne, simboleggia la virilità, la fertilità e la vita, per questo è letteralmente terrorizzato dai morti.

Se Changò non avesse paura dei defunti risulterebbe invincibile:

Dinnanzi ad essi, invece, fugge impaurito!

Ama molto la festa ed il bere, ama la musica dei tamburi ed è un ribelle sempre pronto alla rissa, sempre in cerca di avversari degni ed alla ricerca di spada e sangue.

Ammalia tutte le donne servendosi del potere segreto del fiore del flamboyan ed è riconosciuto soprattutto per essere il più abile amante tra gli Orishas.

Le sue armi preferite sono l’ascia bipenne, la spada ricurva e la spada dritta, i suoi strumenti sono sei pietre, una bandiera rossa ed un calice.

Ha un ricettacolo intagliato dal legno di cedro, spesso colorato di rosso e bianco e spesso avente una forma che richiama un castello.

Il suo collare è di perline rosse e bianche:

Rosso per richiamare il fuoco, la passione ed il sangue, bianco perché nasconde anche purezza essendo figlio di Obatalà.

Punisce attraverso l’utilizzo del fuoco, provoca le ustioni, si serve anche delle scariche elettriche e punisce anche attraverso il suicidio.

Il suo giorno è il venerdì dove lo si celebra, ed il quarto giorno di ogni mese, mentre la sua grande celebrazione avviene ogni 4 dicembre, il giorno di Santa Barbara.

Obatalà è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OBATALA’

Nostra Signora della Mercede, Sant’Emanuele, Gesù Cristo; nel Palo Monte si chiama Tiembla Tierra.

E’ l’Orisha signore di tutto ciò che è bianco, di tutte le teste, di tutti i sentimenti e di tutti i corpi; della nascita e di tutto quello che sta molto in alto; della bellezza, della cultura artistica, della maturità; divinità pura per eccellenza, è lo scultore che ha creato gli uomini, sui quali Olofín soffiò per dare loro la vita.
Come divinità della giustizia e della pace è spesso rappresentata da una colomba; sotto forma di una zucca tagliata in due metà, invece, indica il dualismo tra Cielo e Terra.
Lo si richiama con una campanella d’argento.
Il suo ricettacolo è una zuppiera con quattro pietre del monte e collari di conterie bianche. Le sue pietre non ammettono il sole, il vento e l’umidità della notte. Tra gli attributi ha l’argento e tutti i metalli bianchi, due uova d’avorio, 8 o 16 lumache, bandiera ed iruké bianchi. Poiché è signore di tutte le teste.
Governa tutti i pensieri e le idee; saggio, predice il futuro con soave mormorio, le sue mani danno amore a ciò che toccano. Possiede 32 incarnazioni, 16 maschili e 16 femminili, alcune delle quali guerriere: quando è Osanquiriyàn e si innervosisce, butta il bastone e prende il machete perché diventa duro.
E’ sincretizzato con il Cristo Crocifisso. Come Ayagguna, Gesù Cristo di 33 anni, è un guerriero feroce e sanguinario, armato di sciabola, veste di bianco come tutti gli Obatalà, ma con una fascia rossa alla cintura.
Il suo collare è bianco puro, però nelle incarnazioni come Ayagguna e Osanquiriyàn si inseriscono delle conterie rosse ogni 24 bianche.
Punisce severamente con la cecità e la pazzia. Si onora il giovedì e l’8, il 16 ed il 24 del mese, come Ayagguna la domenica ed il primo di gennaio.

Ochun è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OCHUN

La Vergine della Carità di EI Cobre, patrona di Cuba; Chola Aguenda o Mariquilla nel Palo Monte.

Chiamata anche Yalorde, ossia gran signora dell’Amore.
Regina delle acque dolci e tranquille della terra.

Ochún è la bella tra le belle, allegra, voluttuosa e civetta; è la signora dell’amore e il simbolo della grazia e della sensualità femminile.
Si veste con un abito giallo.
Le piacciono gli uomini sposati. “Si stancheranno prima il fuoco del legno ed il mare dell’acqua che Ochún degli uomini” dice un proverbio Yoruba. Ochún ha però smesso di essere negra per diventare mulatta, criolla, cubana.
Fianchi flessuosi, seno e spalle sensuali: il suo corpo color cannella pare un vulcano tanto è il fuoco ed il calore represso nelle sue viscere che sembrano pronte a fare sgorgare amore ad ogni movimento, come l’acqua da una fonte.
Cosparge il suo corpo di miele e di cannella prima di donarsi agli uomini, canta e ride con voce celestiale. Il suo ricettacolo è una zuppiera multicolore, dove predomina il giallo, piena di acqua dolce e con cinque pietre raccolte all’alba sul fondo di un fiume; tra gli attributi la zucca, il ventaglio, fazzoletti, specchi, gioielli, coralli marini, 5 bracciali d’oro, campanelle e iruke.
Il suo collare è fatto alternando 5 conterie gialle a 5 ambra: giallo per il sole, l’oro, il rame, ambra per il miele di cui è la signora.
Come tutti gli orisha, ha dei castighi per quelli che le disobbediscono: ossia manda malattie del ventre, affoga in acqua dolce e salata, porta la tubercolosi con la pioggia, fa ammalare gli organi sessuali.
E’ venerata di sabato e i giorni 5, 10, 15 e 30. La sua festa è 1’8 settembre (specialmente nel santuario di EI Cobre vicino a Santiago).

Los Ibeji sono Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

LOS IBEYS

Santi Cosma e Damiano.

Chiamati anche i Gemelli negri, vestiti di rosso ed uniti per l’ombelico, non possono separarsi.
Sono i protettori dei bambini; a loro si chiede denaro.
Nati nel fiume, vivono tra le palme e vagano nella boscaglia seguendo il suono dei tamburi e giocando; amano ridere e piangere.
Rappresentano i bambini, la fortuna, la prosperità ed il vizio del gioco.
Mentre è certo che siano figli di Changó, si discute molto, tra i santeros, su chi sia la loro madre: Oyà, Obatala, Yemayà oppure la bella e civetta Ochún; quest’ultima ipotesi pare la più accreditata.
I loro colori sono il rosso ed il bianco: rosso perché figli di Changó, bianco per l’allegria, la vitalità e l’innocenza. I castighi che danno sono quelli legati alle malattie che hanno a che fare con i bambini.

Erinle è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

INLE o ERINLE

Egli è il protettore di Ilobu, città situata a sud-ovest della Nigeria.

Ilobu è situata lungo il fiume Erinle, il quale è un affluente del fiume Ochun.
Molte sono le variazioni del nome di questo Santo, nell’isola di Cuba soprattutto a Trinidad è conosciuto col nome di Inle o “Erinle Ajaja”.
L’etimologia di “Erinle” significa “elefante alla terra” o “terra-elefante” nella traduzione Africana Yoruba.
Erinle è sia cacciatore che guaritore, erborista e conosce bene anche gli animali ed il mondo veterinario. Ha profondi legami con tanti altri Orisha, soprattutto con la dea del Mare Yemaya, Ochun, Ochosi, Oggùn, Osain, Obà ed altri ancora.
Inle è un orisha che rappresenta anche ricchezza e prosperità, dona l’abbondanza ai veneratori ed è propizio e presente nei momenti di malattia o per correre in aiuto nella fertilità. Lavora con molti altri Dei con lo scopo di fornire medicine per lo spirito e il fisico ed il nutrimento per l’anima.
E’ infatti la divinità della salute fisica del benessere ed ha poteri guaritivi anche per gli altri Orishas. Inle è inoltre un telepate ed un indovino molto abile.

Obbà è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OBA’

Nostra Signora del Carmine, Santa Rita da Cascia; si chiama Totonkua nel Palo Monte.

Moglie di Changó (Dio del Tuono) che la ripudiò, ricompensandola con l’oblio, quando lei si tagliò un orecchio per guadagnarsi il suo amore; da allora vive vicino alle tombe.
E’ il simbolo della fedeltà coniugale.
Governa e regna sopra la polvere da sparo; quando piange, il fuoco si spegne.
Tutti la rispettano. E’ una delle tre divinità del cimitero. Il suo collare è di conterie viola e lilla, oppure rosa e gialle, alternate.
Obà castiga le disobbedienze dei suoi figli con malattie delle ossa e dell’udito.

Orunmila è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

ORULA o ORUNMILA

San Francesco d’Assisi, nel Palo Monte si chiama Ensambe Mayor.

E’ colui che personifica la saggezza; conosce ed indica il cammino che ogni uomo ed ogni santo deve prendere nella vita.
La sua tavola simbolizza il mondo; è lui che fa sì che parli quando qualcuno interroga i santi. Chi vuole essere consacrato, deve essere portato davanti a lui, affinché l’Ekuelé parli e dica tutto ciò che deve essere fatto in questo caso.
E’ l’unico orisha che possiede i segreti divinatori del Ifà, parla solo attraverso i suoi oracoli che sono la Tavola di Ifà, con i semi di cola, e la catenella dell’Ekuelé.
Tra i vari attributi, oltre ai due già citati, un corno di cervo, col quale scrivere sulla polvere della Tavola, una verga di legno e l’iruke.
Il suo collare è fatto con conterie verdi e gialle alternate; il verde per il colore della montagna, il giallo per il sole e perché è il colore che preferisce la sua sposa e segretaria Ochùn.
Questo orisha castiga il disobbediente con la pazzia. La sua festa si celebra il 4 ottobre.

Osain è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OSAIN

San Silvestro, San Giuseppe e Sant’Antonio abate; nel Palo Monte è noto come Favorito.

E’ il padrone e signore di tutte le erbe, degli alberi, dei germogli, dei fiori e delle foglie; il botanico degli orisha, è stregone per natura.
Con il suo potere è capace di far scappare la Morte.
E’ astuto, storto, zoppo e monco: ha un solo piede, il destro, un solo occhio, il destro, un solo braccio, il sinistro; ha un orecchio grande, dal quale non sente, ed uno piccolissimo da cui sente tutto, dalla formica che cammina al volo di una farfalla.
E’ il signore di tutti i colori, perché sono sue le farfalle ed i fiori; Osain domina i venti e la vegetazione che hanno la vita e la forza della natura viva.
Quando si passa dove vive bisogna salutarlo e portargli rispetto, altrimenti si arrabbia.
Il suo simbolo è un guiro segnato con una croce di gesso, adornato con piume, che viene appeso in alto. II suo collare è verde, perché è il re della montagna.
La sua festa viene celebrata dai consacrati di Palo Monte il 31 dicembre di ogni anno.

Olokun è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OLOKUN

Considerato da alcuni autori il più importante camino di Yemayà, è invece un Orisha importante, androgino, rappresentato a volte mezzo uomo e mezzo pesce.
E’ una divinità poderosa, rappresenta il mare nel suo aspetto misterioso e terrificante.
Non si asienta su nessuno, perché è il mare stesso e ucciderebbe il suo caballo.
Si riceve solo in caso di malattia e quando manca stabilità nelle relazioni focolare-famiglia-matrimonio.
Secondo alcuni, è tenuto legato in fondo al mare da Obatalà perché non distrugga il mondo. Prima che qualcuno si consacri a Yemayà, viene fatta una cerimonia per informarlo che sua figlia coronerà un credente: si lanciano nell’acqua del mare dolci, fiori, miele e cocco.
I suoi attributi sono simili a quelli di Yemayà, il collare, in genere, è di conterie color indaco e rosse.

Agayù è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

AGAYU’

San Cristoforo, nel Palo Monte si chiama Loma Yaya.

Con le sue forti braccia prese l’arcobaleno per metterselo come collare e poi lo regalò ad Oyà signora della scintilla.
E’ il signore dei viaggiatori e degli scaricatori di porto, possiede le stelle comete ed i cicloni; è il padre di Changó.
Ha un carattere collerico e bellicoso, i suoi figli sono molto forti e violenti.
E’ il patrono della città de La Habana.
Il suo rifugio è la palma, soprattutto quando è in difficoltà; il tabernacolo è un catino di legno, o di terracotta, decorato con i suoi nove colori. Il suo collare a La Habana alterna conterie di color cacao, perla, blu, turchese, rosse, bianche, gialle e verdi: cacao per la terra, simbolo della forza, rosso e bianco per i suoi genitori, blu per essere sposo e fratello di Yemaya.
Lo si onora il mercoledì ed il 16 di ogni mese.

Oyà è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OYA o YANSA’

Santa Teresa del Bambin Gesù, Nostra Signora della Candelora; nel Palo Monte è nota come Centella, Viento Malo, Remolino o Noche Oscura.

E’ la signora dei cimiteri, del vento e della scintilla, la madre del fuoco; è il turbine, il ciclone, l’uragano.
E’ coraggiosa e forte, ma teme, però, le lucertole.
Vive nelle grotte e nelle tombe, manovra i morti ed i vermi, lancia scintille nelle tenebre. Sposa di Oggún, lo lasciò per diventare la concubina di Changó e lo precede nelle battaglie con fuoco ed uragani.
Si veste fasciandosi con l’arcobaleno, con il lembo della sua gonna cancella le strade della vita.
Triste, con il volto bianco e le labbra viola, soffre sempre; rifiuta sesso e tamburi, è la signora della tristezza e dell’angoscia.
II suo iruké è nero.
Il suo collare è di conterie color rosso vivo e cacao striate di nero e di bianco.
Questa dea ribelle e di cattivo carattere punisce le disobbedienze con scariche elettriche, bruschi cambi di temperatura che provocano la morte; fa uso di quest’ultimo castigo specialmente quando si sta sudando.

Babalù Ayè è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

BABALU’ AYE – S.LAZZARO

San Lazzaro, nel Paio Monte si chiama Coballende o Patillaga.

Zoppo, lebbroso con mani e piedi fasciati, i cani gli leccano lo piaghe, si veste con un sacco di yuta e cammina con le stampelle, è il protettore degli infermi ed il signore della lebbra, del vaiolo e di tutte le malattie veneree e delle affezioni della pelle. Annuncia il suo arrivo con un sonaglio di legno; la sua presenza impone il silenzio, cammina per le strade del mondo portando i morti al cimitero.
Poiché ha sofferto tanto, cura e guarisce, compatisce ed allevia le pene.
E’ la rappresentazione della miseria umana, l’immagine accusatrice di chi si è arricchito ingiustamente. Il suo ricettacolo è un tegame di terracotta basso, simile o quello di Elegguà, ma più grande, coperto da un altro tegame più piccolo.
Ha dei fori, per dargli da mangiare, poichè non si può aprire. Il suo collare è di conterie bianche, variegate in blu o nero seconda del camino, intervallate da perline nere. Suo colore è anche il viola.
Giusto giudice con chi mantiene gli impegni, è vendicativo con chi non li mantiene; castiga, soprattutto le ingiustizie, con la sifilide, la lebbra, il vaiolo, la cancrena, l’embolia ed il soffocamento. Io si venera il mercoledì. La sua festa è il 17 dicembre, San Lazzaro.

Oko è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OKO

Sant’Isidoro contadino.

Signore della terra, dei raccolti e protettore dei contadini e delle partorienti.
E’ molto laborioso, casto, puro e non è donnaiolo, sebbene i testicoli gli arrivino fino a terra, alla quale assicura prosperità.
E’ l’orisha della fertilità, a cui si rivolgono le donne sterili.
ll suo simbolo è un aratro tirato da due buoi oppure una tegola dipinta di rosso e di bianco.
Vive in un vassoio di porcellana, sul quale c’è un piccolo tegame. Il suo collare è di sette conterie lilla ogni sette blu turchese chiaro.

Olorun è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OLORUN

Dio e creatore dell’Universo, padre di tutti gli Orishas, letteralmente, il significato del suo nome è signore del cielo (o padre del cielo).
È la divinità della purezza, della pace e dell’armonia di ogni cosa, tanto che fu lui a creare tutto, dio dell’universo, il suo colore è il bianco e controlla tutto quello che possiede questo colore, persino il cervello, le nuvole ed anche le ossa.
Olorun creò tutto: Universo, il giorno, la notte, le stagioni ed infine persino il destino dell’umanità.
Per non causare danni terreni, soprattutto agli umani, non prende posizione riguardo le problematiche degli uomini perchè, a causa della sua immensa e sterminata potenza, potrebbe risultare solo come problema ulteriore agli umani, distruggendoli senza nemmeno volerlo.
Fu Olorun che plasmò la morte per gli esseri umani perchè secondo alcuni racconti (Patakkin) un tempo gli uomini erano esseri che invecchiavano molto lentamente, crescendo a livello fisico a dismisura, con altezze vertiginose e invecchiamento lungo e agonizzante, dato che dopo essere cresciuti ritornavano piccoli e privi di forze, invecchiando molto lentamente, furono gli stessi uomini a chiedere aiuto ad Olorun per liberarli da questa vita insensatamente lunga.

Yemayà è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

YEMAYA

E’ la Vergine di Regla, nel Palo Monte Madre de Agua e 7 sayas (sottane).

E’ la madre della vita, regina del mare e delle acque salate; suoi sono i gabbiani.
Negra, dai fianchi larghi, astuta, vede tutto e sa tutto.
Si veste con un abito blu con ornamenti bianchi come la spuma del mare. Abita nelle pietre del mare e nelle conchiglie, ma il suo trono preferito è in una giara dipinta di blu, coperta da una rete da pesca, che non si può scoperchiare senza il rischio di perdere la vista.
La si chiama agitando una maraca dipinta di blu e di bianco, come il mare. Il suo collare è di sette conterie blu alternate a sette azzurre trasparenti.
Castiga le disobbedienze dei suoi figli con la tubercolosi portata dalla pioggia; affoga sia in acqua salata che dolce.
La si venera il sabato ed i giorni 7, 14 e 27 di ogni mese.
La sua festa si tiene il 7 settembre, specialmente nel quartiere marinaro di Regla, La Habana, dove le è stato dedicato un eremo

Oshosi è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OCHOSI

San Norberto, nel Palo Monte Brazo Fuerte.

E’ il dio delle carceri, il signore dell’arco, della freccia, della caccia nei monti, protegge il fuggitivo e nutre l’affamato, manda in polvere le inferriate delle carceri.
E’ astuto, agile e valoroso. Chiese ad Osain, suo amico, la conoscenza delle piante, dei germogli e delle foglie. Suoi attributi l’arco, le frecce, un piccolo specchio, un amo e tutti gli strumenti per cacciare.
Vive alla porta della carceri e sulla montagna insieme ad Oggún, con cui divide lo stesso paiolo.
Il suo collare può essere interamente di conterie verdi oppure, in alternativa, di perline blu prussia con qualche perlina ambra e quattro conchiglie.
Ama anche il nero ed il violetto: il verde per la selva dove abita, blu prussia e violetto per la malinconia, nero per la morte, il dolore ed il carcere. Punisce la disobbedienza con la prigione, la persecuzione e la morte. Lo si venera il martedì ed il 4 di ogni mese.

Oggun è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

OGGUN

San Giacomo apostolo, San Pietro e San Michele arcangelo; nel Palo Monte si chiama Sarabanda.

Signore dei metalli e delle fucine, vive nella montagna e nelle fucine.
Il suo ricettacolo è un paiolo colmo di incudini, martelli, chiodi, stiletti, coltelli, forbici e catene.
E’ sempre in guerra con Changó perché questo gli rubò la moglie Oyà, signora del vento e della scintilla.
Amante di Ochún e di Yemayà, più umano che divino, è il simbolo delle inquietudini, delle fatiche e delle passioni dell’uomo.
Sparge sangue a fiotti e si ubriaca di aguardiente per dimenticare, è coraggioso, turbolento e sospettoso.
Vive furente, non è mai stato felice.
Il suo collare è fatto con conterie nere e verdi alternate: nere per la morte e la tristezza, verdi per la montagna dove vive.
Oggún, insieme ad Eleggua, Ochosi ed Osun fa parte degli orisha guerrieri e castiga con la morte solitaria. Lo si venera il martedì ed il 4 di ogni mese.

Eleguà è un Orisha della Santeria religione Afro Yoruba

ELEGGUA’

Sant’Antonio, San Rocco, ma anche il Diavolo. Nel Palo Monte è Lucero.

Possiede le chiavi del destino, è il signore di tutte le strade, delle porte, delle chiavi e dei nodi, è quello che lega e che slega.
E’ il principio e la fine di tutte le strade. Fa sì che gli uomini ed i santi si incontrino, o non si vedano mai, sul cammino della vita; possiede le chiavi del destino dell’uomo.
Mescola lo zucchero con il sangue, è sempre in agguato, il primo che si saluta, il primo a mangiare e bere.
E’ molto astuto ed irritabile, bisogna accontentarlo sempre perché, così come salva, uccide rapidamente.
Il suo fondamento, ossia il suo ricettacolo, può essere un , guiro, frutto simile alla zucca che seccato e scavato diventa una ciotola, od un tegame di coccio.
Il suo collare è fatto con conterie rosse e nere alternate: il rosso per il sangue, il fuoco, l’allegria, il nero per la morte, il dolore, il male.
Parla attraverso il cocco e le sue conchiglie.
Ha 21 incarnazioni, tante quante le sue conchiglie, alcune buone, alcune cattive; nel suo camino di Eshu impersona il Diavolo.
Eshu fu partorito da Oyà che lo abbandonò subito, perché era una donna che non amava i bambini e nemmeno avere una casa ed un marito.
Elegguà punisce con la morte solitaria e per emorragia incontrollabile.
Gli si rende culto il lunedì ed il 3 di ogni mese.

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