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Storia del Canyengue: il Tango Argentino nel Barrio La Boca

Storia del Canyengue: il Tango Argentino nel Barrio La Boca

Il famoso Barrio De La Boca è un piccolo porto non artificiale di Buenos Aires, a pochissimi chilometri dal centro della città vecchia.

E’ un quartiere costituito prevalentemente da piccole casette colorate con gli avanzi delle vernici delle navi di un tempo, risalenti all’età coloniale.

La Boca ai suoi primordi risulta essere un rinomato ambiente di artisti di ogni genere, prostitute, migranti, malavita e ritrovi notturni.

I primi immigrati italiani che vi si stabiliscono sono provenienti dalla regione Ligure, uomini di mare dediti alle costruzioni navali ed alla navigazione di ogni sorta, anche fluviale.

A quei tempi, quella marittima è in buona sostanza l’unica via utilizzata per gli scambi commerciali, le reti ferroviarie arriveranno parecchio tempo dopo.

Possiamo quindi immaginare l’ampio fermento in quei decenni sul Rio de la Plata: un grande incontro e mix di popoli, arti e culture dove ognuno parla una lingua differente e contamina il prossimo con le proprie usanze.

Tra i vari popoli di spicco: gli africani, gli europei ed i creoli sono dunque concentrati tutti in questa piccola comunità, unica al Mondo.

All’interno della stessa, solo un tipo di linguaggio risulta interpretabile fra tutti ed universale, quello del corpo.

Un tipo di linguaggio che come nella musica, unisce ed accomuna tutti i popoli esistenti.

Ondate di schiavi provenienti dal Continente Nero hanno popolato per più di un secolo l’America Latina, lavorando nelle sconfinate piantagioni padronali, in questo momento storico stanno lentamente scomparendo a causa delle guerre, delle epidemie, lasciando in eredità, prima che la cultura africana venga ambientata dalla dominazione spagnola, i loro superbi ed originalissimi ritmi musicali. 

Cultura afro che pian piano negli anni si fonde con le musiche importate dall’Europa e con quelli locali, come la Habanera o con tantissime altre meno conosciute.

Attraverso il passare degli anni e la scomparsa degli schiavi africani, il tessuto sociale si evolve, le varie culture e tradizioni etniche si ritrovano a convivere nei quartieri più vecchi.

Qui verranno condivisi i destini comuni di disperazione e di tristezza, ma anche di speranze, di crescita e di aspirazioni future.

Da questa miscela si sviluppa un grande processo creativo alla metà dell’800, presso il quartiere de La Boca vivono circa 700 italiani, a fine secolo saranno invece oltre 20.000, tra questi, oltre ai primi provenienti dalla Liguria, troviamo anche napoletani, pugliesi, siciliani, veneti, e persino lombardi.

In questo delicato periodo di cambiamento economico e sociale, il lavoro e le attività si moltiplicano e crescono, le imbarcazioni diventano sempre più grandi, nascono le prime navi.

E’ il periodo storico chiave nel quale Il Barrio La Boca diviene dal punto di vista artistico-culturale, anche la culla del Canyengue.

Il Canyengue (una prima forma del Tango Argentino: significa camminare cadenzato e si legge “cagenghe”) si sviluppa tramite i decenni e mantiene buona parte delle sue radici dell’Africa, viene ballato dalle popolazioni più sfortunate composte da creoli e immigrati.

Quando i neri iniziano ad inclinarsi verso altri interessi, si trasforma in un altra tipica danza tradizionale argentina, è il ballo più diffuso a Buenos Aires a cavallo tra L’800’ ed il 900’ e si balla in stile antomimico e di burlesque, tra il comico demenziale ed il divertente, spesso anche fra soli uomini.

fino agli anni 20’ il Canyengue non viene accettato nelle sale da ballo, poiché il suo destino iniziale è quello di restare rilegato ai bassifondi di Buenos Aires.

Si balla perciò per le strade, con i suoi particolari e caratteristiche sonorità afro sconnesse, un po’ dove capita.

Solo successivamente la città si interesserà a questo ritmo portandolo nelle milonghe.

gli avvenimenti economici e politici però portano L’Argentina in un momento storico difficile nel quale Il ballo, viene per un certo periodo di tempo dimenticato.

Negli anni 40′ quando infine faticosamente il Paese emerge dalla crisi, si ricomincerà a ballare il Tango, momento in cui questa meravigliosa danza di coppia, vive il suo periodo d’oro.

In un primo momento quasi dimenticato, si fa sempre più strada e diviene sempre più elegante negli anni 80’.

Diventa infine una forma musicale, artistica e di danza internazionale giungendo in tantissimi Paesi del Mondo.

Oggi il Tango Argentino e tutte le relative danze popolari ad esso connesse, sono riconosciute in tutto il Mondo.

Reformer, Caddillac, Wunda Chair, Barrel, Pedi, Spine Corrector: il Pilates e i suoi macchinari

Reformer, Caddillac, Wunda Chair, Barrel, Pedi, Spine Corrector: il Pilates e i suoi macchinari

I Macchinari del Pilates come come il Reformer (uno tra i più complessi ed importanti del metodo), la Chair (la sedia speciale che si distingue tra Arm, High e Wunda), Il Barrel (Small o Ladder), il Foot o la Spine Corrector ed il Pedi (conosciuto anche come Pole), potrebbero sembrare a primo impatto nomi altisonanti dalla dubbia provenienza, ma non è affatto così.

Joseph Pilates passò la sua intera vita a studiare, studiò per giungere ad affinare in maniera sempre più perfetta ed approfondita la propria tecnica.

Lo fece con l’obiettivo di aggiungere esercizi migliori e mirati alla tecnica del Pilates, che aiutassero il suo metodo a divenire col tempo, uno stile di allenamento dal valore aggiunto.

Una tecnica capace non solo di riequilibrare muscoli e postura, ma di intervenire nel profondo, anche per quanto riguarda la parte psicologica dell’essere umano.

Lo stesso ideatore considerava la propria creatura un metodo perfetto sia per il fisico che per la mente.

Riuscì ad avere la grande occasione di poter testare sul campo le proprie teorie ed il proprio metodo, in particolare durante il corso della Prima Guerra Mondiale.

Poco prima del grande conflitto bellico, J.Pilates stava trascorrendo la sua vita nel Regno Unito, dove lavorava presso palestre come maestro di tecnica in autodifesa e pugilato, ma non solo, egli era anche un abile artista circense.

Appena scoppiò la Grande Guerra, Pilates venne quanto prima internato con altri suoi compatrioti tedeschi presso un campo militare in Germania.

Qui è dove il suo estro ed i suoi studi si unirono e convogliarono assieme alle sue abilità, a formare il vero e proprio metodo ginnico.

In un primo momento sottopose i militari ad un allenamento rigoroso attraverso ciò che oggi è conosciuto come Pilates Matwork (ossia il Pilates senza macchinari appositi di grandi dimensioni), bensì su tappetino ed a corpo libero con piccoli attrezzi poco igombranti e maneggevoli.

Diversi medici militari elogiarono le tecniche presenti nel metodo di Pilates, in primo luogo perché sostenevano che grazie agli allenamenti contenuti nelle disposizioni tecniche, moltissimi internati riuscirono a mantenere alto e forte anche il loro sistema immunitario oltre che alla propria struttura fisica.

Alla fine della Guerra il giovane Pilates ritornò in Madre Patria, spinto dalla sua stessa passione, per aiutare questa volta in ambito ospedaliero e, naturalmente, per studiare nuove tecniche da aggiungere al proprio metodo.

I primi attrezzi e macchinari del Pilates nel dopoguerra

Durante questo periodo, Pilates operò profonde modifiche al suo metodo di ginnastica convenzionale, introducendo i grandi attrezzi (i macchinari), niente meno che nuovi strumenti ginnici, progettati ispirandosi ed estrapolandoli direttamente dai letti dei malati che non erano in grado di muoversi, sia per ragioni di impedimento fisico che per ragioni di comodità.

Queste modifiche meccaniche alle normali strutture di arredamento ospedaliero, diedero vita ad importantissimi strumenti del mondo del Pilates e del Fitness professionale come: il Reformer, il Caddillac, la Wunda Chair e molti altri ancora già prima menzionati…

Sono macchinari davvero ottimi, che col tempo aggiunsero esercizi precisi creati sulle caratteristiche di ognuno di essi, infatti, tramite ognuno di questi fantastici ed utilissimi strumenti, è possibile eseguire oggi una serie innumerevole di esercizi.

Esercizi che devono essere studiati appositamente da professionisti del settore, vi sono infatti vere e proprie scuole di Pilates anche sul territorio italiano, che prevedono esami specifici per il loro conseguimento e per il relativo rilascio delle certificazioni.

Sono tutti macchinari che oggi vengono largamente adottati e proposti nelle molteplici strutture dedicate al benessere: palestre, scuole di ballo, piscine, centri sportivi ed altro ancora.

Esistono persino siti come studioli privati, all’interno dei quali l’operatore certificato ospita un solo allievo alla volta su un singolo macchinario (molto spesso in queste piccole realtà private, viene utilizzato il Reformer perché è il macchinario più versatile), perché integrano nella loro completezza progettuale, una serie innumerevole di esercizi praticabili nell’ambito del Pilates.

Molti altri insegnanti di Pilates, praticano esclusivamente il metodo a corpo libero, senza perciò l’ausilio dei grandi macchinari, ad esempio come la semplice palla da Pilates o il famoso Ring per il corpo libero, i quali celano una vasta gamma di esercizi ed applicazioni possibili.

Che sia Pilates Matwork (piccoli attrezzi) oppure con macchinari, questo metodo risulta comunque eccelso e praticabile da chiunque…

Provare per credere!!!

Dal 1820 Teoria e Pratica della danza classica secondo Carlo Blasis

Dal 1820 Teoria e Pratica della danza classica secondo Carlo Blasis

Specificare esattamente i ruoli di Pratica e di Teoria all’interno della danza classica è un compito assai difficile, una risposta esaustiva a tutto questo potrebbe però essere trovata all’interno degli antichi testi e manuali del balletto classico.

Ricordiamo che già dal 1670 (ai tempi del tanto affezionato alla danza Re Sole), i primi scritti basati sulla tecnica e sul linguaggio del balletto classico, iniziarono ad essere elaborati per la prima volta nella storia dell’umanità.

Col passare dei secoli i testi, crebbero di efficacia e sotto l’aspetto descrittivo, di pari passo al sempre più elaborato perfezionamento dell’arte stessa del ballo, legata maggiormente al professionismo, ed in maniera sempre minore al livello di intrattenimento di Corte amatoriale.

Più tardi nel 1820 viene pubblicato un libro davvero molto importante e di svolta nei riguardi del balletto classico, sia sotto l’aspetto teorico che della pratica, grazie al grande operato nel settore del maestro di danza Carlo Blasis.

A questo maestro ed artista verranno poi attribuite la maggior parte delle opere teoriche e trattati sulla danza classica pubblicati fino al 1870 circa.

Il maestro Blasis non si limita ad essere una fonte inesauribile di conoscenza teorica, ma verrà ricordato nel tempo anche per la sua grande inventiva, come innovatore artistico della tecnica e dell’estetica del ballo accademico.

Riconosciuto anche come tra i più importanti maestri di danza della Scala di Milano, Carlo Blasis riuscì a compiere veri e propri prodigi per quanto riguarda il proprio operato sui propri allievi, raggiungendo così la ben nota celebrità a lui attribuitagli.

Grazie al suo lavoro, anche la stessa Accademia della Scala riuscì poi ad acquisire maggior prestigio, riuscendo a preparare, in particolar modo nel decennio che va dal 1940 al 1950, una schiera di danzatori professionisti di livello inimmaginabile.

Questi molto preparati danzatori, contribuirono anch’essi ad aggiungere magnificenza alla storia della danza classica.

I ballerini di Blasis erano estremamente preparati, riuscivano ad ottenere tecniche davvero straordinarie grazie anche allo studio teorico effettuato sui più grandi scritti e manuali del passato del loro stesso maestro.

In questi libri è contenuta tutta l’esperienza teatrale e da palcoscenico come danzatore e preparatore di coreografie innovative, nonché un metodo di approccio all’insegnamento rivoluzionario.

Questo era in effetti il suo segreto: la modernizzazione dell’utilizzo di alcuni dei più preziosi strumenti pedagogici, in ottemperanza di tavole di rappresentazioni teoriche davvero molto ampie.

Il disegno era un importantissimo metodo di rappresentazione, fino a quel momento ignorato.

Nei manuali del Blasis si evince facilmente come per il coreografo sia importante la rappresentazione della geometria del corpo, attraverso la tavola visiva, utilizzata ovviamente oltre che per visionare in breve tempo la postura, anche per la struttura delle posizioni degli arti e del corpo.

Nientemeno Carlo Blasis utilizzava rappresentare tecniche dei grandi del passato per educare le nuove generazioni di allievi, utilizzava inoltre svolgere analisi tecniche e giudizi sulle didattiche anche del passato, creando infine una sorta di sintesi e relazione tra elementi, sia per quelli che facevano parte, sia per quelli che non facevano parte del lavoro svolto sul palcoscenico.

La fantasia del coreografo però non si limitava a questo, infatti il suo metodo si ispira anche agli artisti pittorici del passato, come Da Vinci, Canova, Raffaello ed altri ancora, grazie alle opere dei quali, Carlo Blasis poteva spiegare la plasticità e le corrette posizioni da tenere durante salti o semplici posizioni.

Balletto nel XVII secolo da divertimento ad arte professionale

Balletto nel XVII secolo da divertimento ad arte professionale

Durante il periodo storico che comprende tutto il XVII secolo, il balletto classico di corte, simbolo di una completa esaltazione della bellezza, dell’eleganza, del potere e del prestigio dei regni, rilegato agli ambienti aristocratici, subisce un profondo mutamento.

Muta quasi in toto da intrattenimento relegato al divertimento delle corti per nobili dilettanti, all’arte da sala che tutti conosciamo, arte eseguita esclusivamente da coreografi, maestri, allievi e danzatori professionisti.

Questa nuova dimensione del balletto classico è ciò che oggi viene proposto attraverso le varie accademie di danza o scuole di danza classica come la Phoenix Studio Dance.

Nei tempi che furono i ballerini professionisti venivano chiamati esclusivamente per rappresentare, all’interno degli spettacoli molto sfarzosi ma pur sempre amatoriali, alcuni frangenti di sezioni danzerecce grottesche oppure acrobatiche (uscite dunque che solo potevano essere eseguite e rappresentate da esperti del settore), le quali venivano considerate dagli stessi partecipanti nobili, o troppo difficoltose da eseguire, oppure poco decorose.

Ad ogni modo con la piega che iniziarono a prendere le rappresentazioni teatrali e gli eventi di corte, questi ultimi stili di rappresentazioni venivano sempre più richieste, sia dal pubblico che dagli stessi reami, questo fece sì che la richiesta di ballerini professionisti di danza accademica aumentò vertiginosamente.

E’ solito pensare che le danzatrici femmine non comparvero se non in epoche più recenti all’interno degli spettacoli Reali, mentre in realtà, le interpreti donne risalgono in epoche anche antecedenti alla fine del 1600, risalendo persino all’epoca del Re Sole.

Lo stesso sovrano era infatti molto avvezzo alle arti, soprattutto nei confronti del ballo di Corte, fu proprio egli ad introdurre le prime singolari figure femminili all’interno dei propri spettacoli di balletto, ove anch’egli figurava come danzatore con queste nuove interpreti donne; ricordiamo personaggi come: Mademoiselles de Mollier, o anche Mademoiselles Vertprè.

Anche il pubblico si stava abituando ad un tipo di ascolto e visione differente delle rappresentazione, in particolar modo nei confronti della percezione dei personaggi.

I quali risultavano ora maggiormente curati dal punto di vista tecnico, pur conservando la bellezza e la sfarzosità dell’epoca precedente. 

Tutta questa introduzione di tecnica a livello davvero unico e professionale, distacca leggermente il pubblico medio dal livello di immedesimazione.

Aumentano perciò la tecnica, l’esecuzione e la rappresentazione dei movimenti e dei passi e dell’impatto visivo, venendo a meno però dal punto di vista del coinvolgimento psicologico dell’osservatore.

Esattamente l’opposto dall’epoca delle Corti, delle cui rappresentazioni artistiche e di ballo, servivano unicamente ad unificare attraverso rituali simbolici e visivi, l’unione della visione di pensiero univoca tra parti differenti.

Ci troviamo dunque in un epoca nella quale i ballerini, non sono più per forza tutti provenienti dall’ambiente aristocratico, ed iniziano anche a sviluppare performances di passi e figure tecniche, di livello molto complesso e nella maggior parte dei casi, sempre meno avvicinabile da un danzatore dilettante.

E’ l’epoca dell’invenzione delle prime forme di movimenti codificati della danza classica: pirouettes, entrechats, cabrioles e così via…

Vengono appunto introdotte figure nelle quali i danzatori saltano con una potenza tale da fare impallidire i nobili dilettanti di danza, tanto da creare un distacco talmente ampio tra ballatore di corte dilettante e danzatore professionista, da fare desistere i primi e lasciare loro il posto come esclusivi osservatori delle nuove tecniche introdotte.

Discografici stranieri a Cuba e nascita delle nuove etichette negli anni 90'

Discografici stranieri a Cuba e nascita delle nuove etichette negli anni 90′

Verso gli inizi degli anni 90’ l’industria discografica di Cuba presenta sotto alcuni aspetti, condizioni ancora molto modeste, dettate dalla Egrem, l’unica e sola casa discografica produttrice a livello statale.

La maggior parte delle opere prodotte, rappresentano musica tradizionale ballabile dell’isola, come ad esempio: la salsa e la timba cubane.

Essendo l’unica etichetta di produzione, può permettersi di non essere sufficiente (dal punto di vista lavorativo) a pieno regime.

Gli artisti non possono rivolgersi altrove e questo mette la Egrem in una condizione di vantaggio all’interno del business musicale cubano.

Tutto questo pur non essendo per nulla soddisfacente sotto svariati aspetti, come ad esempio: una bassa qualità tecnologica degli studi, pochissimi fondi di investimento ed altro ancora.

Ma cosa ancor più dannosa in assoluto, questa agenzia è del tutto legata alle produzioni cubane, indi per cui inesistente all’esterno dell’isola, con regole ben delimitate di esercizio nazionale esclusivo, pertanto isolata internazionalmente.

Parliamo di un’era ancora composta di vendita al dettaglio di musicassette e dischi in vinile, i quali vengono prodotti con mezzi di bassa qualità ed in pochissime quantità unitarie, stabilendo in via definitiva un piccolo e debole mercato esclusivamente interno, tenuto in piedi da prezzi davvero poco proficui per tutti, dagli artisti alla casa di produzione (sono i primordi della musica ballabile di ultima generazione e dei relativi balli latino americani).

Negli anni che susseguono, inizierà quindi a mutare l’aspetto delle condizioni interne dell’unica casa discografica, scindendosi finalmente in un mercato maggiore, più ampio, che include la nascita di nuove agenzie sul territorio cubano.

Anche seppur sempre in linea di massima controllate dal regime univoco nazionale, queste agenzie riescono nella maggior parte dei casi, a gestire le loro attività in maniera molto più autonoma ed indipendente.

L’importanza della Egrem, la principale casa discografica, rimarrà rispetto alle rimanenti maggiormente accentrata.

Questo in particolare perché la stessa lavorerà nel settore musicale concentrandosi su determinate attività quali: riproduzioni di compact discs, concessione delle licenze di materiali artistici di archivio (attività che porterà tantissimo flusso di denaro nelle casse statali), ed anche registrazioni commissionate da terze parti.

Le nuove case discografiche straniere stabilitesi in territorio cubano

Le nuove case discografiche si limitano invece alla registrazione di brani dei nuovi artisti emergenti, queste case otterranno fortuna e gloria a seconda dei pezzi fortunati o meno che andranno a produrre.

Tra le varie e nuove etichette nascenti possiamo rammentare: la “Bis Music”(proveniente da una delle major di produzioni artistiche cubane: la Artex), la “Unicorno” (proprietà diretta di un artista entrato nel business delle registrazioni, tale: Silvio Rodriguez) e la “RTV commercial”.

Queste etichette iniziano a generare un mercato davvero interessante ed al contempo redditizio subito dopo il grande successo planetario, partito da Cuba, di Buena Vista Social Club, gruppo cubano fondato alla Havana nel 1996, composto da musicisti di spessore, molti dei quali, richiamati a rapporto dopo la fine della loro carriera artistica.

Era un gruppo che aiutò molto la musica cubana, non solo contemporanea ma anche tradizionale: son, danzon, musica Criola, Bolo, Tumbao e molto altro ancora, a farsi conoscere e ad essere apprezzata in tutto il Mondo.

Molte case discografiche anche estere del momento, devono il loro successo proprio alle opere di archivio custodite a Cuba, le quali venivano dalle  etichette straniere comprate a bassissimo costo e rivendute in territorio Occidentale a prezzi normali per quel mercato florido.

la Bellydance può essere sia volgare che estremamente artistica e molto tecnica

la Bellydance può essere sia volgare che estremamente artistica e molto tecnica

Ultimamente con la commercializzazione di tantissimi stili di balli folklorici e coreografici, è capitato di assistere a vere e proprie metamorfosi di tantissime discipline artistiche.

Capita sempre più spesso di vedere meno artisti certificati e sempre più artisti alle prime armi, parliamo di danzatori abbozzati di livello amatoriale, tutto ciò spinto in particolare dai problemi legati alla crisi economica dei vari settori artistici e di spettacolo.

Se dapprima per un evento di danza del ventre sarebbe stato possibile investire un determinato budget, destinato alle uscite dei danzatori, oggi vi è sempre più un aspetto di cautela nell’investire su determinati dettagli di un tale evento.

Risparmiare purtroppo ormai rientra tra i parametri essenziali, che compongono la programmazione di un determinato spettacolo.

Sono problemi riscontrabili in ogni ambito ed in ogni luogo, dal locale con capienza massima di 150/200 persone, passando dalla piccola discoteca da 300/400 persone, giungendo al mega evento (concerto, congresso di ballo, ecc.) che parte dalle 1000 persone a salire.

Più grande è l’evento, più i rischi contrattuali e riscontrabili debbono essere per forza di cose calcolati, non tanto per guadagno ma in particolare per non “finire male” a livello economico.

Per questo i gestori, gli organizzatori ed i produttori di spettacoli di vario genere, tendono maggiormente al risparmio negli ultimi tempi, convogliando purtroppo le loro attenzioni, su artisti di seconda scelta.

Naturalmente di eventi che ospitano danzatori professionisti, ne esistono fortunatamente ancora, ma sono sporadici o comunque rappresentati da un settore di élite, che non ha problemi di fondi e può permettersi anche una riuscita dell’evento non completamente di successo.

Rivolgendo la nostra attenzione sulla bellydance in particolare, possiamo quindi notare come il mercato abbia nel vero senso della parola, disintegrato il ricircolo di danzatrici professioniste, lasciando libero spazio a danzatrici improvvisate od esclusivamente legate ad un’immagine prettamente estetica.

Tutto questo disguido si estende anche alle diramazioni della bellydance, come ad esempio nella Tribal fusion bellydance, nell’American Tribal Style, nel Gothic e così discorrendo…

La volgarità di alcuni tipi di danzatrici nella bellydance

Anche in questo settore potrebbe capitare di assistere a spettacoli eseguiti da danzatrici che utilizzano il loro corpo con estrema volgarità.

In certi casi anche inconsapevolmente, con gravi lacune dal punto di vista tecnico e preparatorio, creando confusione nel pubblico a livello di conoscenza e concezione di questa bellissima arte dalle radici millenarie.

Per fortuna la maggior parte di questi sono casi talmente isolati da non convertire così spudoratamente le masse.

Infatti solitamente le ballerine di danza del ventre, anche le meno brave, sono consapevoli di quanto sia importante e corretto studiare ed arrivare a conoscere i differenti stili di danze Orientali esistenti e non solo quelle.

Una danzatrice professionale di bellydance, oggi deve avere una preparazione o almeno un’infarinatura generale anche sul piano della danza classica, contemporanea o moderna, in modo da avere ben chiare le tecniche di base del ballo.

Conoscere ad esempio le linee di base della danza classica potrebbe aiutare qualsiasi performer, ad aumentare le proprie prestazioni in un qualsiasi spettacolo.

Una danzatrice di bellydance deve inoltre avere studiato o approcciato con i metodi ritmici delle danze Orientali, conoscendo tamburi e cimbali (strumenti tipici della danza del ventre Orientale).

Dovrebbe inoltre interessarsi alla cultura della danza Orientale, scovando dettagli nella sua storia e nelle sue radici, non smettendo mai di migliorare la propria tecnica di base e le nozioni dell’insegnamento generale (vedi i nostri corsi di danza del ventre orientale).

Una danzatrice, oppure un’insegnante che si rispetti, deve infine sentire in sé stessa la vocazione di una, dell’altra, o di entrambe le mansioni di performer o maestra; le quali non possono essere tradotte in semplici lavori, bensì in veri e propri stili di vita votati al puro intrattenimento artistico.

Contrology: le origini del Pilates

Contrology: le Origini del Pilates

Joseph Hubert Pilates in molteplici occasioni sostenne che la forma del proprio fisico, rappresenta un primo requisito importante per raggiungere la felicità.

Nel corso della storia del Fitness è davvero molto difficile considerare un individuo così interessato e ricercatore come Joseph H. Pilates, uno sportivo ed insegnante tedesco che agli inizi del 1900 creò una sua filosofia e primissimo metodo di allenamento chiamato: Contrology.

Questo rappresenta gli albori del suo poi rinomato e apprezzatissimo metodo chiamato Pilates. 

Dopo una prima fase di vita costellata da problemi fisici e di postura, Joseph si dedica sin da giovane allo studio e ricerca imperterrita nei confronti di tutti i metodi di allenamento esistenti, sia presenti che passati, sia nazionali che internazionali. 

J.H.P. dedicò la sua intera vita a cercare di recuperare l’armonia e la forza fisica che la natura volle sottrargli, egli soffriva infatti di varie sindromi inclusi rachitismo e asma.

Riuscì col tempo a divenire un abilissimo sportivo, in svariate discipline sportive quali anche la boxe, il sollevamento pesi, lo sci e moltissime altre.
Nel periodo che intercorse la sua profonda mutazione fisica, Joseph migliorò notevolmente la sua tecnica degli esercizi ed inoltre, cosa molto più importante, riuscì a modellare una propria filosofia nei confronti della saluta e del corretto stile di vita.

Tutto questo metodo interpretativo e filosofico, venne in un primo momento ispirato al giovane Pilates dall’ambiente naturale che lo circondava, soprattutto da parte degli animali, il giovane infatti passava molto tempo delle sue giornate a studiare il comportamento psico-fisico e motorio degli animali, alcuni dei più rinomati esercizi del metodo Pilates sono infatti ispirati a posture imitatorie di differenti animali, ed in alcuni casi, prendono proprio il nome dell’animale (ricordiamo i famigerati “Cat & Cow”, oppure il “Cane Rovesciato”).

Jospeph Pilates venne inoltre ispirato, prese dettagli e fattori provenienti da diverse altre discipline millenarie come ad esempio lo Yoga, la ginnastica acrobatica o metodi di allenamento di culture antichissime, attinenti persino con l’antica Grecia.

Raccolse una serie di dati davvero impressionante prima di riuscire a fondere il tutto in un’unica soluzione di allenamento, la quale oggi è un marchio riconosciuto e registrato a livello globale, rappresentato da eccellenti maestri, ballerini o ginnasti tramite i vari corsi di Pilates che possono essere trovati un po’ ovunque.

Come Joseph Pilates creò le basi del metodo attraverso il Contrology

Riuscì a fondere assieme le migliori tecniche preparatorie Occidentali ed Orientali, estraendo da esse i punti più importanti e salienti, recuperando ed unendo gli elementi più importanti raccolti negli anni di pratica e di studio.

Lo studioso affermò in più occasioni che il suo prezioso metodo rappresentava una raccolta e fusione di tecniche che lavorando tra loro, risultavano infine 50 anni avanti ad altre tecniche di allenamento contemporanee, ed ancora oggi, il Pilates, rappresenta una tecnica di approccio davvero innovativa rispetto ad altre molto più essenziali.

L’esperto di fitness inoltre, era dedito a consigli pratici per uno stile di vita sano, egli sostenne per tutta la sua affaccendata vita, che la ginnastica (ma soprattutto il metodo completo da lui stesso ideato) dovesse essere presente obbligatoriamente nella vita di ogni individuo, sin dalla tenera età.

J.Pilates sostenne infatti in più occasioni che il metodo dovesse essere incluso per legge, nei programmi scolastici di educazione fisica giornaliera.

Alla fine della seconda guerra mondiale, Pilates diede vita al libro “Ritorno alla vita”, nel quale venne descritta con minuziosa attenzione, il valore e lo scopo del suo preziosissimo metodo.

Questa pubblicazione di uno scritto, fu un modo per essere ulteriormente conosciuto dalle masse, non tanto per essere famoso o ricco, quanto più per convincere le persone di tutto il Mondo che il Pilates, fosse un metodo davvero completo ed efficace per evitare complicazioni fisiche, o per rafforzare il corpo umano in tutto e per tutto.

la clave cubana spiegazione

Spiegazione dettagliata della Clave Cubana

Benvenuti in questa prima spiegazione della clave cubana, parleremo appunto della clave sia come strumento musicale che come concetto musicale, da sfruttare nel ballo della salsa, dell’afro, della rumba e del son.

Presso la scuola di ballo Phoenix a.s.d. è possibile partecipare a corsi di ballo inerenti allo studio ed anche all’utilizzo della Clave come strumento di per l’orientamento all’interno del tempo musicale.

Attraverso i corsi di latino americano studieremo insieme come ed in che misura, lo strumento della Clave influenzi tutta la musica di origine afro cubana, il tutto attraverso esercizi specifici.

Di solito distinguiamo “Las Claves” (parola spagnola plurale) quando parliamo dello strumento e poi invece “La Clave” (senza “S” finale), come nome singolare quando vogliamo intendere il concetto musicale, perciò ad quando parliamo di arrangiamento di una canzone latina, utilizziamo il concetto, mentre quando si suona parliamo dello strumento musicale vero e proprio.

Capiamo bene ora da dove deriva lo strumento fisico:

LAS CLAVES

spiegazione dettagliata della clave cubana
ecco una tipica “Clave Creola” di Cuba

“Las claves” è uno strumento composto da due legnetti di “madre dura” (nome del tipo di legno cubano) di varia misura, che in genere vanno dai 12/15 cm per arrivare fino ai 20/25 cm nel caso ad esempio della clave Africana (della quale parleremo più avanti).

Sostanzialmente composte appunto da 2 pezzi di legno duro e pieno, derivanti probabilmente dalle “caviglie marinare” dei galeoni dei conquistadores spagnoli, ovverosia dei semplici pezzi di legno attorno ai quali, i marinai d’un tempo erano soliti avvolgere le funi e le sartie dei galeoni.

Gli schiavi neri che lavoravano nei porti delle città dell’Havana o di Matanzas o in qualsiasi altro importante porto delle maggiori città cubane, erano abituati a maneggiare quotidianamente questi oggetti, che probabilmente ogni tanto si scontravano di essi producendo il tipico suono della Clave.

Fu probabilmente per questo che i creoli pensarono quindi di utilizzarli per creare la loro “musica povera”.

Quella dei bastoncini pieni in legno è la versione più comune, antica, semplice e conosciuta dell’America Latina e viene chiamata “Clave Creola”, la quale ricapitolando è formata esclusivamente da 2 legni, due pezzetti di legno apparentemente uguali ma che in realtà sono uno più corto ed uno più lungo: il bastoncino più piccolo si chiama “Macho” (maschio), mentre il più grande ovviamente prende il nome di “Hembra” (femmina).

Riprodurre il suono, quindi utilizzare questo strumento non è poi così difficile, la cosa realmente difficile è mantenere il tipico ritmo della Clave!

Come si suona La Clave Cubana ed i tipi di Claves più conosciute

Per suonare Las Claves si mette una mano a coppa a seconda del tipo di mano che utilizziamo (mano a coppa sx per i destri, mano a coppa dx per i mancini), così vi si adagia la “Hembra” (il legno più grande) in modo che sia libera di vibrare senza problemi, non occorre affatto stringerla, basta quindi lasciarla appoggiata alle dita e sulla parte finale del pollice, in questo modo andremo a creare una sorta di cassa per “amplificare” il suono che si andrà a produrre.

A questo punto con il “Macho” impugnato nell’altra mano, si va a colpire la “Hembra” dall’alto verso il basso, riproducendo così quel caratteristico suono caratteristico ed acuto che si ottiene ogni volta che i due pezzi di legno vengono toccati, o meglio, percossi tra loro…

Questo tradizionale, caratteristico ed essenziale suono di percussione accompagna tutta la musica ballabile cubana e quindi anche la musica latina attraverso milioni di canzoni di salsa, rumba, son e afro.

La Clave è lo strumento più tradizionale tra le percussioni, che col tempo si è, come tutte le cose, anch’esso evoluto…

LA CLAVE AFRICANA

La sua evoluzione corrisponde a quella che viene chiamata normalmente “Clave Africana”: In questo caso la “Hembra” è molto più grande del “Macho” ed è attraversata completamente per tutta la sua lunghezza da un foro e da una scanalatura a mezzaluna centrale che lascia intravedere il foro che percorre il legno; per essere suonata la “Clave Africana” viene quindi tenuta sempre nella mano che la sostiene, per poi essere sempre percossa con il “Macho”.

spiegazione della clave africana
spiegazione della clave africana

Il suono dell’Africana è più profondo, più risonante ed inoltre, più grande sarà la “Hembra”, ovviamente più profondo sarà il suono riprodotto.

Con il passare del tempo La clave viene suonata ed inglobata anche su altri tipi di strumenti, tra i quali possiamo menzionare:

  • Il “Woodblock”: quasi sempre presente in un set di un batterista di musica latina, questo strumento è costituito da un blocco di legno o altro materiale più moderno, può sostituire totalmente La clave e riprodurla in maniera impeccabile, dato che lo strumento offre anche un suono che appare amplificato.
  • Negli anni 80’ il legno è stato sostituito da nuovi materiali molto più versatili e tecnologici (di origine sempre gommosa o plastica), dando la possibilità di produrre strumenti come il “Jam block” ancora più sonori ed anche robusti, il Jam block è così resistente che può essere percosso persino da un pedale da batteria!

Ora inquadriamo La clave cubana come “concetto”

La più comune e conosciuta è la “Clave di Son”, la quale è composta da 5 colpi.

La clave normalmente viene divisa in due parti la prima parte di 3 colpi viene chiamata “Tres” la seconda parte di 2 colpi viene chiamata “Dos” e viene contata nel seguente modo: “un-dos-tres / un-dos”.

La prima parte (il “Tres”) viene chiamata parte forte della clave, la seconda parte (il “Dos”) viene chiamata parte debole.

La prima parte è quella più sincopata mentre la seconda è quella più lineare, questo fa sì che tutta la musica cubana e del ballo Latino Americano in generale sia un continuo alternarsi di misure forti e di misure deboli tra loro correlate.

Tutto questo offre un andamento molto più intrigante della musica, regalando al pezzo musicale una ottima totalità melodica e ritmica, in corrispondenza a ciò che avviene nella musica.

Conoscere il concetto della Clave è importantissimo per chiunque si avvicini alla musica latina, ma anche per coloro che desiderano intraprendere un percorso di ballo latino americano, sia come cantante che come musicista o come ballerino, questo perché tutto fa riferimento alla Clave.

Soprattutto se parliamo di stili musicali e di ballo come: il Son, la Timba (salsa cubana), la Rumba ed altri ancora…

Significa che tutto ciò che viene cantato, suonato o ballato si appoggia sulla Clave come riferimento ritmico.

Il concetto diventa più semplice solo nel momento in cui si prova a danzare o a suonare “Sulla Clave” oppure “In Clave”.

Poc’anzi abbiamo diviso la Clave in parte forte e parte debole, quando noi suoniamo o cantiamo dobbiamo essere sicuri che quello che stiamo eseguendo rispetti questo andamento forte e debole e che quindi gli accenti di ciò che seguiamo come danza o canto, siano appoggiati sulla stessa Clave.

Clave Cubana e Ballo, quanto è importante nella Salsa?

Lo stesso vale per la danza, mentre balliamo una salsa, una rumba cubana o un son montuno, bisogna sempre “appoggiarsi sulla Clave” e quindi dobbiamo essere allineati con la direzione della stessa.

Si dice spesso tra i maestri di ballo che sia un discorso complesso e che sia da apprendere nel tempo, ma vediamo ora di semplificare il tutto con 2 esempi di brani abbastanza conosciuti:

Il tema di “Des Pues De Un Beso” del leggendario compositore “Alexander Abreu” offre una metrica di parole (ossia il testo vero e proprio della canzone) che si appoggia perfettamente sugli accenti stessi della Clave, per questo la melodia del cantante termina con l’accento a ridosso della parte del secondo battito del “dos” della Clave.

Nel brano la melodia parte esattamente sulla seconda parte della base della Clave, facendo l’esperimento opposto, ossia provando a partire con la stessa melodia sulla parte del “tres” iniziale, non otterremo lo stesso effetto ritmico e la melodia apparirà come “fuori fase” sul tempo.

Non ci sarà una corrispondenza precisa e inoltre risulterà difficoltoso suonare La clave e cantare o ballare insieme alla musica, proprio perché le due cose non si incastrano come dovrebbero.

Questo modo di suonare considerato da molti artisti come non corretto, di solito viene definito anche col termine di “atraversado” (attraversato) o “crusado” (incrociato).

Significa quindi che un musicista, un ballerino o un cantante, in questo modo si trovi all’opposto rispetto alla clave e quindi rispetto alle altre persone che sono in pista con lui.

Clave Blanca e Clave Negra: il ritmo Bianco e Nero della Clave Cubana

Las Claves produce un suono peculiare, una cosiddetta metrica musicale la quale è nientemeno che la base o anima (a noi piace chiamarla in questo modo) di tutta la musica popolare di Cuba, dall’afro Yoruba all’attuale Timba (salsa prodotta a Cuba).

La Clave (ossia il concetto) è anche una vera e propria frase musicale composta da due battute: una costruita con un tempo di 3+2 battiti e l’altra viceversa eseguita su un tempo di 2+3 battiti.

Queste 2 melodie distinte (anche se ad un orecchio inesperto apparentemente eguali), prendono il nome di:

  • Clave Blanca (bianca): quella composta dal 3+2, ossia quella presente maggiormente nel Son, nella Timba e nella salsa anche non cubana, originaria della rumba afro del Yambù cubano.
la clave blanca (bianca)
la clave blanca (bianca)
  • Clave Negra (nera): quella composta dal 2+3, estrapolata direttamente dall’Afro Yoruba e dai rimanenti stili di Rumba cubana.
la clave negra (nera)
la clave negra (nera)

In conclusione, la Clave, che venga rappresentata in maniera Blanca o Negra, costituisce a tutti gli effetti l’anima di tutta la musica popolare e ballabile di Cuba, è il concetto musicale sul quale poi si appoggiano e si evolvono gli altri strumenti dell’orchestra…

La Clave è perciò da considerarsi come il fulcro della melodia…

Il ritmo principale sul quale ogni musicista ed ogni ballerino del Mondo si appoggia per eseguire la propria arte…

Proprio per questo bisogna necessariamente ottenere col tempo una vera e propria sincronizzazione fisica e mentale con la Clave, abituandosi ad individuarla tra l’insieme variopinto di strumenti musicali che formano la musica.

Un buon esercizio è di certo quello di suonare la clave o cantare la clave mentre si sta suonando, cantando o ballando.

Provateci e dominerete il tempo musicale con una consapevolezza maggiore!

danza del ventre orientale a Milano alla phoenix studio dance a.s.d.

Approfondimento sulla Danza delle Odalische

Il mistero dei benefici apportati dai movimenti del Ventre e dalla sua Danza, scopri Phoenix Studio Dance a.s.d., la tua nuova scuola di ballo che offre tra le migliori preparazioni in termini di disciplina.

Jenny Spallina è la nostra insegnante qualificata in Danze Orientali e non solo, Jenny possiede un background come ballerina di danza classica e contemporanea, nonché insegnante di attività posturale Pilates e della Bellydance Tribal Fusion: all’interno dei suoi corsi vi trasformerete in vere e proprie Odalische!

Una disciplina molto nota in America sviluppatasi dalla base della bellydance tradizionale e miscelata con stili come quello del tribal fusion, la danza classica, il contemporaneo, il moderno e persino con l’hip hop.

Jenny insegna a Milano anche privatamente, Corsi di Danza del Ventre a Milano con lezioni collettive o private per tutti i livelli ti stanno aspettando…

La Danza Orientale ha radici antichissime, risalenti a culture e popoli Orientali che hanno tramandato il folklore tradizionale d’origine per millenni.

Nel corso del tempo questi popoli, hanno fatto si che questa corrente artistica si arricchisse sempre più, passando dall’essere bandita e quasi totalmente cancellata (per i contenuti troppo espliciti rappresentati all’epoca dal gentil sesso), fino ad essere infine adottata come arma di rivincita per tutte le donne del mondo.

Con il suo nome si sta ad indicare una diretta traduzione del termine di origine francese “danse du ventre”; questa danza è principalmente caratterizzata da una serie di movimenti del torso, con particolare riguardo per le articolazioni dei fianchi e ovviamente ai sinuosi movimenti del ventre.

In contrasto con altre forme di danza occidentale, che prediligono il movimento delle gambe o delle braccia nello spazio, il nostro focus principale durante lo studio delle nozioni della danza del ventre a Milano, sarà incentrato sull’isolamento e sull’utilizzo principale dei muscoli del busto.

Alcuni di questi movimenti isolati, risultano simili a quelli utilizzati anche nella danza jazz, ma sono in alcuni casi guidati in modo differente, possedendo un’espressione o un’enfatizzazione diversa.

Come per il maggior numero delle più note danze popolari del Pianeta, non è presente uno schema denominativo universale per i movimenti che la costituiscono.

Alcuni noti danzatori, ed alcune importanti scuole di danza del passato e  del presente, hanno sviluppato un sistema con propri codici e nomi.

Nessuno di questi codici è però riconosciuto a livello universale, come ad esempio per le figure della salsa nel latino americano…

Esiste comunque un sistema di figure codificate di base univoche per tutti.

Ecco le principali Movenze caratteristiche che si andranno a “toccare con mano” durante i percorsi, questi movimenti possono essere suddivisi nelle seguenti categorie:

  • Movenze di percussione: concise più comunemente sui fianchi (le anche) ed utilizzate per accentuare la musica o evidenziare un singolo battito musicale (effetto). Questo insieme include vari movimenti delle anche del bacino, come ad esempio le gocce delle anche, i movimenti duri e verticali delle anche, i colpi verso l’esterno, gli ascensori, e le varie torsioni delle anche. I movimenti legati alle percussioni presenti su altre parti del corpo, possono verificarsi all’altezza delle spalle, anche in questo caso attraverso le torsioni e tutto ciò che ne deriva.
  • Movenze fluide: fluidità e sinuosità nelle quali il corpo è in movimento perpetuo, utilizzate a livello interpretativo per la maggior parte nelle linee melodiche e nei tratti lirici della musica, o anche di stili modulari per rappresentare complicate improvvisazioni musicali (o concentrate su singoli strumenti). Queste movenze richiedono una qualità di controllo superiore concentrata a livello muscolare addominale. Includono sezioni sia orizzontali che verticali di “otto” (conosciutissima figura della danza del ventre) o altre forme “infinite” sempre svolte coi fianchi come per esempio, le circonferenze orizzontali o inclinate, le ondulazione dei fianchi e del ventre. Queste forme di movenze basiche possono essere cambiate, mescolate o arricchite per far nascere a loro volta, un’infinita quantità di movimenti più difficoltosi e figurativamente strutturati.
  • Movenze di Oscillazioni e vibrazioni: piccole, molto veloci e perpetue movenze dei fianchi o del ventre, creano una sorta di trama continua e profondità del movimento generale nell’azione. Questi movimenti sono spesso stratificati su altri e sono utilizzati per raffigurare i rullii delle percussioni o simili. Esistono svariati tipi di oscillazioni, che si differenziano in termini di grandezza e metodo di riproduzione fisica, alcune oscillazioni o vibrazioni possiedono tonalità più rilassate, altre, rapide e minime e così via.

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Struttura musicale della Timba di Cuba

Struttura musicale della Timba di Cuba

Lezioni di Timba Cubana a Milano, scopri la vera Timba attraverso la scuola di folklore cubano Phoenix Studio Dance, offerta dei migliori corsi di ballo folklorico con il maestro di Salsa a Milano Claudio Giovenzana, ballerino & coreografo di balli caraibici, animatore, dancer e direttore artistico di serate dedicate alla musica ed al folklore 100% made in Cuba.

Attraverso i nostri programmi didattici, verranno spiegate le caratteristiche del ballo nella cultura Afro-Cubana, che nel corso dei secoli, hanno reso il popolo di Cuba, tra le comunità con i più completi e virtuosi musicisti e ballerini del mondo intero.

Basti pensare, che artisti di talento indiscusso sono nati proprio da questa terra caraibica.

Cuba possiede radici profonde nella cultura di origine Africana nata sulle sponde del fiume Niger, in Nigeria (cultura/religione: Afro-Yoruba), nella cultura Congolese (religione: Palo Monte) ed in molte altre.

Queste culture nel tempo esportate con la forza (Schiavitù), trasmutate e/o miscelate ad innovative sonorità e movenze (specialmente Europee) ,che hanno dato origine alle più attuali musicalità e danze come la Salsa e molte altre ancora…

Questo tipo di ballo, infatti, racchiude in sé centinaia di sottogeneri e danze popolari meno conosciute, le quali, nel corso degli anni, hanno dato origine alla nascita di tutto ciò che oggi viene chiamato “Salsa”, che continua nella sua infinita evoluzione.

Per maggiori informazioni sulle origini ed evoluzione della cultura Afro-cubana visita la pagina dedicata ai corsi di salsa a Milano.

Durante le Lezioni si studierà esattamente questo, un insieme di ingredienti che mescolati tra loro, hanno dato vita a questo fantastico ballo presente oggi ovunque nel Mondo.

Il nostro insegnante Claudio Giovenzana impartisce lezioni di salsa Cubana & Timba a Milano, presso la sua scuola di ballo Phoenix Studio Dance, la didattica che utilizza il maestro consiste nello studio specifico delle basi della Salsa, con la distribuzione esatta dei pesi del corpo nel rispetto del tempo, dello spazio di azione, della gestualità e delle posture esatte da mantenere quando si balla.

Inoltre durante le classi, l’insegnante inserirà nello studio del percorso, differenti stili di danza, sempre inerenti all’approfondimento della materia, andando ancor più nello specifico a trattare le origini di questo coloratissimo e tecnico ballo popolare:

Verranno infatti inseriti lo studio delle danze che sono proprio gli antenati predecessori della Salsa, come ad esempio il Son Cubano, la Rumba Cubana e il più antico Afro-Yoruba (vedi la Santeria cubana).

Tutti questi balli originari, che hanno il ruolo di essere le fondamenta di tutti i balli Latini Americani, possono ancora essere sfruttati a livello di movimenti ed interpretazione all’interno di una qualsiasi Salsa, mantenendo comunque il tempo musicale della stessa.

Per questo sono considerati nel settore dei Balli Caraibici, come essenziali ed importantissimi per la buona riuscita di un ballo di coppia.

Tante sono le discipline annesse a questo genere, per lo più nate dalla cultura Afro-Cubana, la quale si divide anch’essa in svariate forme sub-culturali, aventi per ognuna di esse, un tipo di danza che le contraddistingue.

Un passo, quindi, avrà un suo preciso significato come ogni movimento che caratterizzerà la Salsa che andremo a studiare.

Resta solo la volontà di provare un ballo così intrinseco di cultura, senza tralasciare comunque il divertimento e l’allegria, che accompagnano ogni singola lezione di questa famigerata Danza!

La Timba: il nuovo linguaggio della Salsa Cubana

La musica che accende lo spirito e la passione del popolo cubano è la Timba:

La musica popolare considerata ballabile nella Cuba odierna.

La Timba è nientemeno che una Salsa di origine Cubana caratterizzata principalmente dalla fusione e/o contaminazione delle restanti danze cubane dalle quali proprio la salsa classica è nata.

Quasi come un “ritorno alle origini” proposto ora in chiave moderna, con testi attuali, magari in certi casi anche più aperti e spinti, molto veraci, oppure molto scherzosi, inerenti soprattutto alla vita quotidiana e folklorica dei quartieri delle città cubane.

Coloratissimi ritmi incalzanti legati alle autentiche sonorità cubane come il son, la rumba africana, ecc. fanno della Timba (vero nome della salsa cubana) una delle espressioni artistiche e musicali più complesse e complete del panorama artistico latino americano.

Essa è quindi soprattutto un linguaggio, un nuovo stile musicale con tecnica molto affinata.

Di seguito le principali caratteristiche:

La Timba possiede un’impronta sonora altamente definita, impostata strutturalmente con contenuti aventi un preciso rapporto con la cultura cubana di origine africana.

Descrivendola in maniera musicalmente più tecnica, la timba è un genere di fusione tra son e rumba afro-cubana, all’interno di essa sono presenti influenze di musica black del Nord America, ed essendo fondamentalmente uno stile sviluppatosi nella capitale cubana (L’Havana), il genere Timba presenta forti parallelismi persino con lo stile della cultura hip hop americana, soprattutto per quanto concerne i testi ed i contenuti, o il tipo di denunce sociali che gli artisti nascondono all’interno degli stessi.

La Timba è oltremodo legata alla “cultura e vita della calle” (strada), proprio perché costituisce una cronaca della vita all’interno dei los barrios (quartieri) neri.

E’ perciò da essere considerata come una miscela di balli e musiche folkloriche tradizionali cubane, di elementi provenienti da strutture musicali abbastanza diverse tra loro.

Può essere interpretata come la metamorfosi e lo sviluppo di un tipo di son più attuale, in miscelazione alla rumba afro-cubana, tutta questa miscellanea porta con se le anime del son e dell’afro, della rumba e di molti altri sottogeneri musicali (bolero, cha cha, songo, changuì e molto altro ancora…), riuscendo in qualche modo a farle rivivere tutte attraverso la sua musica.

Struttura della musica Timbera

La Timba o Salsa cubana possiede una struttura composta solitamente da due parti:

Una prima parte narrativa e parecchio più tranquilla (sia come effetti musicali che come incorporazione dei vari strumenti, sia come vocalizzazione delle parti cantate), ed una seconda parte molto più colorata con alternanza di canto e risposta tra solista e coro, ed inserimento di strumenti musicali.

Questa particolare sezione, che fa trasparire intrinsecamente una chiara discendenza Afro, viene accentuata dalle diverse orchestre, soprattutto nella salsa attuale, con potenza molto elevata e musica accentuata.

In questa parte è presente una riduzione al minimo della narrazione, e traspare invece un’espansione della parte più musicale, con strofe più emozionanti sia per quanto riguarda la musica che la parte cantata.

In questa parte (che nel Son tradizionale prende il nome di “Montuno”), l’ascoltatore viene completamente coinvolto a livello partecipativo:

E’ il momento nel quale aumenta la voglia di ballare il brano.

E’ proprio in questa sezione del brano che i cori (solitamente “coros” che annunciano modi di dire o detti popolari), i contenuti più diretti, ed i ritornelli più conosciuti sono presenti:

E’ di fatto la parte più nota a livello di pubblico della canzone.

Altro aspetto noto della Timba Cubana è senz’altro l’elevata tecnicità sotto l’aspetto musicale:

Un detto cubano molto noto è “Sollevando tutte le pietre dell’isola di Cuba, sotto ad ognuna di esse, ci troverete un musicista” (noi aggiungiamo anche bravo).

Nella musica ballabile di Cuba quindi, possiamo trovarci di tutto, le Band più note a livello Globale come:

Los Van Van, Ng la Banda, Paulo Fg, Manolito Y su Trabuco, Candido Fabrè, Havana De Primera, Elito Revè y Su Charangon, La Charanga Habanera e molti altri (moltissimi altri), denunciano a seconda del loro stile musicale, anche tipologie di contenuti differenti tra loro.

Ogni Band di fatto non parla delle stesse identiche cose di un’altra Orchestra, tanto da colpire anche pubblici differenti.

Vi sono Band più aggreganti, anche per quanto riguarda la disparità tra i bianchi ed i neri, ed altre che inneggiano esclusivamente contenuti per un pubblico decisamente da quartiere più nero; in questi testi si possono ritrovare riferimenti anche al razzismo, al denaro, alla religione Cubana della Regla De Ocha (Santeria) e così via…

La Timba (nota e chiamata in Occidente erroneamente come Salsa Cubana) racchiude dunque un po’ di tutto:

Essa può essere ambigua, festosa (rumbera), riguardante temi di attualità o temi più toccanti ed emotivi e deve il suo valore, proprio alla sua corrente aggregativa, in particolare grazie alle tante tematiche che è in grado di affrontare.

Per maggiori info vedi anche: corsi di ballo latino americano a Milano

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A presto!!!

il concetto di musica ballabile nel ballo latino

Il concetto di musica ballabile nel Ballo Latino

Il mondo del Ballo Latino è molto vasto, caratterizzato da molteplici stili e tipologie di danze differenti, spesso si unifica il tutto approcciando in maniera poco profonda o attraverso una ricerca poco sufficiente per trovare maestri o scuole ben preparate.

Anche quando l’idea di chi si avvicina per la prima volta è quella di imparare il ballo latino solo per “divertirsi” senza pretendere molto da se stessi, bisognerebbe comunque avere chiaramente a fuoco il pensiero che un minimo di impegno occorre sempre (anche per divertirsi)!

Per questo la nostra scuola di Latino Americano, si avvale solo di insegnanti professionisti, che sanno come agevolare l’allievo a seconda delle proprie necessità.

Preparati per un viaggio all’interno del’America Latina e dei suoi più conosciuti balli folklorici, con noi potrai conquistare la padronanza di molteplici stili di ballo latino, presenti nelle più belle serate della città:

Vieni a provare i nostri corsi di ballo latino per raggiungere il tuo obbiettivo di apprendimento e condividerlo con chi vuoi tu.

Tanti nuovi amici ti stanno aspettando per iniziare assieme un percorso che ti farà raggiungere l’essenza del ballo e del divertimento che stai cercando.

Presso la scuola di ballo Phoenix Studio Dance a.s.d. di Milano, troverai tutto il supporto di insegnanti qualificati su cui potrai sempre fare affidamento a livello professionale.

Oltre infatti alle lezioni collettive, la struttura didattica offre anche percorsi individuali di lezioni private, specialmente per coloro che per motivi di forza superiore non hanno tempo di partecipare ai corsi serali.

Per ogni corso, la scuola di ballo offre diversi orari prestabiliti, scelti appositamente sulla base delle disponibilità sia degli insegnanti che degli allievi che compongono il corso.

Alcuni dei nostri migliori insegnanti sono professionisti provenienti direttamente da Cuba, molto nota per aver visto nascere sul proprio territorio, ballerini di fama Mondiale.

Le danze folklorico-popolari cubane hanno a loro volta, dato origine nel corso di due secoli, agli oggi più noti balli caraibici come il Cha cha, la Timba, la Salsa e molti altri ancora…

Sarcasmo e Verità sui concetti di Musica Ballabile e Danza Latino Americana

​Che cosa vuol dire “musica latina”?

Se chiede­te all’uomo della strada vi dirà che è musica cantata in spagnolo, sola­re, allegra e piena di ritmo.

Musica per lo svago, spontanea, sensuale, festiva, musica del corpo che fa venir voglia di ballare e non pensare a niente.

Che è, a seconda dei casi, Mambo no.5 di Lou Bega, Corazon Espinado di Santana, La Vida Loca di Ricky Martin, La Banana, La Flaca di Jarabe de Palo, La Macarena, Mi Chico Latino delle Spice, Gipsy Kings, Manu Chao, Shakira, Los Orishas, Las Ketchup.

Un elenco a casaccio che potrebbe continuare per pagine…

La non definita entità “musica latina”, insomma, è tutto e niente.

È un suono festivo multiuso per capodanni, feste dell’Unità, estati in città e notti al mare.

È anche musica per festival latinoamericani che da alcuni anni si tengono in città come Roma, Milano e Torino e che, forti della formula (birra + salsicce) x (musica + ballo) = rimorchio.

Durante l’estate fanno pienoni incredibili.

È musica per i numerosissimi locali che come nel resto dell’Europa sono nati come funghi, completi di animatori e competizioni di salsa.

Se non altro per ragioni economiche, la musica latina, o meglio, la musica latinoamericana dovrebbe meritare rispetto e attenzione.

Invece non è esattamente così.

Siccome serve per lo svago ma non per esprimere sentimenti o idee, è un po’ come mangiare o andare a fare una corsetta.

E’ musica piuttosto corporale e non c’è niente da dire:

muore alla fine di ogni estate.

  • Ma allora, che cos’è questa musica latina?
  • È musica cantata in spagnolo, che include anche quella fatta in Spagna e negli Usa?
  • È musica latinoamericana, che esclude quella europea e nordamericana?
  • È musica tropicale, e allora non la Cumbia che si balla sulle Ande, o la salsa di New York?

Insomma, è un cerchio che non quadra, perché la musica latina è una specie di cosa da scoprire, una riserva di esotismo e sensualità per cittadini annoiati.

L’ambivalenza, l’attrazione/repulsione dell’Occidente nei confronti della cultura latina hanno radici profonde.

Se il primo flirt con il tango argentino risale a prima della prima guerra mondiale, negli anni Trenta gli Stati Uniti si innamorano di Cuba.

Scoppia la moda della rhumba, termine inventato che designa una miscela di stili cubani per l’esportazione (a Cuba esiste la rumba, che è un’altra cosa).

In quegli anni Irving Berlin scrive Begin the Beguine, famosissima canzone ispirata a un ritmo caraibico che riapparirà in innumerevoli pezzi pop dell’epoca.

Seguono le infatuazioni di Hollywood per il Brasile e il samba, il cubop di Dizzy Gillespie e Chano Pozo, e la bossa nova brasiliana, che da musica raffinata e intellettuale termina la sua corsa come sottofondo per sale d’aspetto.

È una lunga storia non conclusa, in cui la musica latina gioca la parte della bella donna affascinante, selvaggia e senza cervello.

È una vaghezza di significati che si è sempre volta a svantaggio della musica prodotta dai musicisti latino americani, e a vantaggio del mercato musicale internazionale, che non è mai andato troppo per il sottile con le differenze degli “altri”.

Da quando esiste la world music, però, le differenze contano e aiuta­no a vendere.

Dopo il boom di Buena Vista allora ci si è tornati a chiedere quale sia il ruolo della musica cubana all’interno di ciò che si definisce come musica latina.

Ovviamente, non tutta la musica prodotta in America Latina è musica cubana.

Ma moltissimo di ciò che raggiunge l’Occidente e viene genericamente marchiato come “latino” in realtà lo è, direttamente o indirettamente. Dicevamo del cubop, ma potremmo parlare anche dell’ habanera, del latin jazz o della salsa.

La forte presenza di Cuba all’interno della musica latina ed internazionale

Questa presenza di Cuba nella musica internazionale è antica perché fin dalla metà dell’Ottocento la grande isola è stata una potenza musicale, in grado tanto di produrre quanto di attrarre nomi di spicco internazionale.

Negli anni Cinquanta, nei locali di lusso dell’isola si esibivano artisti come Edith Piaf, Cab Calloway, Nat King Cole e Carmen Miranda, mentre Cuba esportava la sua musica attraverso le case discografiche americane che avevano sede all’Avana, influenzando notevolmente la produzione internazionale (basti pensare al successo del mambo e del cha cha cha).

Internazionale qui non significa soltanto Stati Uniti ed Europa, ma anche America Latina e Africa.

Per questa ragione molte delle musiche mondiali che ascoltiamo oggi, dalla salsa newyorkese alla rumba congolese ed alla cumbia colombiana, devono qualcosa a Cuba.

Guardando le cose da vicino, dunque, ci si trova di fronte a nuove domande e altre distinzioni. Che cos’è, per esempio, la musica cubana?

È utile ricapitolare brevemente che cosa succede sull’isola a par­tire dalla fine dei favolosi anni Cinquanta celebrati da Buena Vista.

Alla vigilia della rivoluzione l’isola vanta un’esuberante vita notturna, una forte industria musicale e una grande quantità di tradizioni locali.

Con la rivoluzione del 1959 tutto si rimescola.

Il turismo sparisce, e con lui il mondo legato al gioco e alla vita notturna di cui la musica rappresenta una componente essenziale.

Parecchi musicisti famosi se ne vanno, mentre si creano condizioni perché alcune tradizioni si conservino meglio che in altri paesi dell’area caraibica.

La musica popolare, in particolare, si sviluppa in una situazione di isolamento commerciale dalla scena internazionale, diventando musica fatta esclusivamente per il pubblico dell’isola.

Le condizioni di isolamento, la povertà del mercato interno e l’arretratezza delle infrastrutture musicali fanno sì che, a differenza di ciò che succede nel resto del mondo, la musica popolare locale mantenga un fortissimo legame con lo spettacolo dal vivo.

A partire dagli anni Settanta Cuba vanta musicisti classici e jazz di altissimo livello tecnico, ma rimane estranea al mercato musicale internazionale, in parte a causa dell’embargo Usa e in parte per propria decisione.

Fino agli anni Ottanta pochi musicisti cubani viaggiano e suonano in Occidente, e quando lo fanno sono spesso parte di spettacoli comprendenti artisti vari, cantanti e ballerini.

La situazione Cubana dopo il muro di Berlino

Con la caduta del muro di Berlino nel 1989 ed il collasso dell’Unione Sovietica tutto cambia ancora una volta.

Il rapporto con i paesi dell’Est Europa si interrompe e l’economia cubana tracolla.

Al governo cubano dei primi anni Novanta servono dollari:

Si decide di aprire al turismo e di mettere in commercio tutto ciò che può generare valuta pregiata.

Tra questo c’è la musica.

I musicisti che possono trovare ingaggi all’estero sono incoraggiati a viaggiare con generosi incentivi economici.

D’altra parte, si scopre che i turisti che arrivano a Cuba sono affamati di musi­ca.

La vita notturna si rivitalizza, si rispolverano i velluti consumati dei cabaret degli anni Cinquanta, nascono nuovi locali.

A fare da padrona, però, non è la musica classica, il jazz o i cantautori impegnati della nuova trova, ma la musica popolare, cioè la musica da ballo.

Il significato di “popolare” a Cuba è un punto vitale e sempre controverso…

Per maggiori informazioni vai alla pagina corsi di salsa Cubana a Milano.

Sull’isola, è vero, si praticano molti generi di musica popolare.

Ma soltanto uno gode del favore delle grandi masse ed è la musica ballabile, in grado di richiamare un pubblico dell’ordine delle centinaia di migliaia di persone.

In patria questo tipo di musica si trova spesso di fronte a pregiudizi simili a quelli di cui è vittima la musica latina.

Che necessità c’è di parlarne seriamente?

Ce n’è bisogno per diverse ragioni:

  • semplicemente, l’importanza che la musica ballabile ha nella cultura locale
  • i suoi significati “politici” e il modo in cui mette in luce certi punti di frizione della società cubana
  • la qualità dei suoi artisti
  • i suoi legami tanto con la tradizione locale che con il resto della musica della diaspora nera

E non ultimo, si potrebbe aggiungere, il fatto che la musica ballabile cubana ci fornisce l’esempio di una musica al tempo stesso elaborata e carnevalesca.

Per ulteriore approfondimento sul ballo e musica tradizionale Cubana visita anche:

la Santeria cubana, oppure la pagina del nostro insegnante di salsa cubana a milano Claudio Giovenzana.

Vieni a trovarci presso la nostra struttura per una lezione di prova e trova la tua danza latina…

Se non hai ancora intrapreso la strada dei Balli Caraibici, questo è il momento ed il luogo giusto per iniziare:

Prova, iscriviti e scopri quanto vasto ed incantevole è il mondo dei Corsi di balli latino americani, potrai scegliere tra diverse discipline, dalla più urbana e moderna come il Reggaeton, a qualcosa di molto più classico come la Rumba Cubana, la Salsa o il Son Cubano.

La decisione finale spetta solo a te… Ti aspettiamo!!!
Prenota la tua lezione di prova al 348-0723256.
A presto!!!

La vera Timba Cubana a Milano alla Phoenix Studio Dance a.s.d.

Salsa Cubana Milano: la Timba

Le Danze Folkloriche Afro-Latino-Americane

La Salsa Cubana si può chiamare Timba?

Ciò che oggi prende il nome di Timba, per esempio la musica salsera suonata da orchestre come NG La Banda, i Los Van Van e la Orquesta Revè da più di 30 anni, o da Havana De Primera oggi, un tempo non era chiamata in questo modo.

L’utilizzo del termine “Timba”  per indicare a Cuba la musica popolare che si poteva ballare, nasce verso la fine degli anni 90′.

Un tempo, prima di chiamarsi “Timba” questo stile di ballo e corrente musicale era chiamato son, salsa, salsa dura o più semplicemente musica ballabile.

Questo soprattutto per mancanza di un termine più moderno ma specialmente per il suo parallelismo con la salsa all’esterno di Cuba.

Bisogna perciò strutturare in maniera più capibile il vero significato dei vari nomi:

La musica ballabile popolare, è un termine generico di provenienza cubana e sta ad indicare tutto quello che a livello folklorico popolare, potesse essere utilizzato per la Danza, dai più antichi danzón e mambo, per poi giungere alla salsa, includendo anche stili fuori contesto territoriale come il tango Argentino ed il Merengue.

Nello svolgimento dei  corsi di salsa cubana a Milano potrete conoscere ed interagire con tutti gli antichi balli Folklorici, che nel corso dei secoli, diedero vita a tutto quello che oggi viene riconosciuto come ballo latino americano.

Partendo dalla parte musicale per giungere infine al ballo vero e proprio, Claudio Giovenzana insegnante di salsa a Milano presso Phoenix a.s.d. vi guiderà attraverso questo fantastico mondo!

La vera Timba Cubana a Milano alla Phoenix Studio Dance a.s.d.
storia della timba, il vero nome della salsa cubana

Nel nuovo contesto sociale cubano,  solitamente questa musica ballabile sta a significare nello specifico la “musica per ballare” di stampo contemporaneo, il cui stile più famoso è per l’appunto la timba.

Questa musica possiede un ampio margine di contestualizzazione interrazziale, ma purtroppo è ancora vista da alcuni, come la musica ricreativa proveniente (come in passato) dai neri e dalla gente povera racchiusa nella bassa classe sociale.

Questo perché per tutto il suo percorso artistico, la Timba che in origine (o meglio il suo antenato) si chiamava “Son” ha attinto il suo stile e genere musicale da quello afro-cubano.

Questo tipo di “Salsa lenta” è stata fatta nascere per lo più da musicisti di colore, ed a sua volta, apprezzata da utenti di colore.

Anche se ad oggi è considerata comunque patrimonio artistico nazionale, emblema di una fusione tra cultura africana e cultura spagnola, il Son venne inizialmente associato, con il malessere della società e con il mondo marginale e criminale.

Venne quindi in un primo momento non voluto, per poi essere invece integrato ed utilizzato dalla borghesia di fascia alta degli anni 30′.

Nella sua antica forma primordiale, composta da pochissimi strumenti musicali (un massimo di 5/6 elementi), il Son Tradizionale è entrato in un lieve declino appena dopo gli anni 30′, ma ha comunque continuato imperterrito ad esercitare un’influenza molto forte, particolarmente su tutti gli stili di musica ballabile cubana che lo succederono.

Basti pensare che ancora oggi il Son viene integrato ed insegnato nella maggior parte delle scuole di salsa di tutto il Mondo, come succede anche alla Phoenix a.s.d.

Da dove nacque il termine Salsa per indicare la musica ballabile popolare

Salsa è invece il termine attribuito a un tipo di musica ballabile nata tra la fine degli anni 60′ e l’inizio degli anni 70′ nella zona di insediamento portoricano di Harlem a New York.

Quindi è assolutamente vero, la prima salsa è nata a N.Y., ma è anche si verissimo che nel corso della sua metamorfosi e della sua esistenza, questo genere di musica popolare è stata perennemente oggetto di innumerevoli discussioni.

Dibattiti spesso riguardo le sue reali origini ed il suo vero rapporto con la vecchia musica cubana.

Oggi tutti i più grandi studiosi di storia musicale, artisti, musicisti e persino ballerini, concordano che la salsa internazionale si sia sviluppata a partire dalla struttura del ceppo originario del famoso son tradizionale cubano.

Per effettuare la sua completa trasformazione in Salsa, col tempo il Son tradizionale incorpora influenze musicali di ogni sorta e stile, derivate da altre correnti musicali latino-caraibiche, dal jazz ed anche dal rock o dalla musica soul, fino a diventare uno stile moderno ed internazionale: la Salsa.

Oggi la salsa è conosciuta e prodotta in tutti i paesi sud americani ed in molti paesi Europei ed Americani.

La sua diffusione è arrivata persino in Giappone e Cina dove molte band locali si cimentano nella riproduzione di questo genere musicale.

Contrariamente a ciò che viene più logico credere, la salsa non è quindi un’idea al 100% cubana, ma una rivisitazione e rielaborazione creata da artisti portoricani, che vivevano negli u.s.a. al momento del concepimento, tutto questo chiaramente in parallelo ad un prototipo musicale cubano.

All’inizio degli anni 80′ la Salsa ha subito un vero e proprio exploit Mondiale, il quale fu la ragione di origine, dell’offesa arrecata alle istituzioni artistiche e culturali cubane.

Nel senso che Cuba si sentiva in questo periodo defraudata di un suo antico prodotto artisticamente patrimoniale, bollando così la Salsa nata a New York o comunque fuori da Cuba, come un’espropriazione diretta della musica nazionale.

Ad ogni modo la Salsa era talmente genuina, bella, ritmata e coinvolgente che rendeva il tutto molto più passionale, fu proprio per questo, che sia per influenza stilistica e che per quella culturale, per motivi legati a questioni commerciali, il termine “salsa” venne utilizzato ufficiosamente da quel momento, anche per la musica ballabile all’interno di Cuba.

Fu solo alla fine del decennio degli anni 90′, che i musicisti cubani vollero adottare un termine nuovo e differente, che distaccasse il più possibile il paragone identificativo della loro musica, con quello della salsa, così nacque il termine: “Timba”.

Razionalizzando una situazione un poco contorta:

La Timba è perciò il Son uscito da Cuba, trasformato in Salsa, rientrato in Cuba e chiamato con un altro nome, per differenziarlo dalla Salsa al di fuori di Cuba.

Resta il fatto che tutt’oggi molti artisti cubani in circolazione, non aiutino i neofiti ascoltatori o ballerini di salsa, causandone la perdita di orientamento.

Questo proprio per il fatto che chiamano la musica ballabile cubana, con una varietà di nomi differenti tra loro (anche da Salsa o Timba).

Alcuni musicisti infatti sono stati spinti a mantenere il nome tradizionale più antico ed autentico:

“Il Son” in modo da mantenere una continuità col passato ed in modo di far capire esattamente al consumatore cosa sta ascoltando.


Chi sono i Santi “Orishas” e che cosa è la Santeria Cubana?… 

La musica e le danze folkloriche della cultura popolare Cubana, sono tutte di discendenza africana, devono molto della loro esistenza, alla grande connessione con le danze e le musiche loro antenate, provenienti dalle antiche religioni Africane.

Questi credi religiosi, furono Importati nelle isole delle Antille durante il periodo della tratta dei neri e sincretizzate con le religioni Europee dei loro schiavisti.

Questa mescolanza di culture, di usanze e di religioni, diede vita ad una nuova rivisitazione globale dello stato culturale, ma soprattutto religioso, della società Africana su un nuovo territorio sconosciuto.

Nel caso della religione, tanta fu la confusione e la fusione da trasmutare persino i nomi, i colori e le storie dei santi, che componevano in passato questa vastissima religione.

Basti pensare che solo una piccola percentuale, circa 40 di questi Santi oggi è presente e venerata in paesi come Cuba o in Brasile, di questi 40, solo una ventina realmente conosciuti dalla maggior parte della popolazione.

Mentre in Africa, nei paesi di origine come la Nigeria, il Benin, il Togo e la Sierra Leone, queste divinità arrivavano a contare circa 2000 entità.


SCOPRI DI PIU’ SULLA SANTERIA:

Qui sotto il link per scoprire che cos’è la “SANTERIA CUBANA”, la pagina con all’interno alcune delle divinità oggi presenti nei territori Caraibici, racchiusi all’interno del golfo del Messico ed anche in Brasile, aventi come contaminazione religiosa la radice Afro-Yoruba.

VAI ALLA PAGINA DELLA SANTERIA CUBANA

corsi reggaeton a Milano alla Phoenix Studio Dance a.s.d.

La musica del Reggeton

Scopri ora gli originali corsi di Reggaeton a Milano alla scuola di ballo Phoenix, insegnati da maestri cubani internazionali!

Questo genere musicale è una diramazione, come lo si evince dal nome, del Reggae e dell’Hip Hop (latino e non), passando dal Raggamuffin, raccoglie tutti questi stili di musica popolare urbana per condensarli in un’unica corrente musicale.

Le caratteristiche principali, sono i testi cantati in lingua spagnola e la fusione con altri ritmi musicali latino americani, come ad esempio la salsa.

Il genere è una corrente musicale recente, nuova, innovativa e rivoluzionaria, espansa in un primo momento nei paesi di origine latina attorno agli anni novanta.

Oggi è uno stile dal successo planetario, in Italia giunsero i primi brani più commerciali verso la metà degli anni novanta.

Proprio come per l’hip hop americano, il principale pubblico è formato in prevalenza da giovani. 

I quali soprattutto a Portorico, giunsero in principio alla creazione di una forma ancora grezza del genere, aggiungendo nuovi ritmi alla musica latina già presente nella loro cultura.

Questa nuova cultura musicale fu, in principio, creata a Panama ed in Portorico, per poi diffondersi man mano nel resto dell’America Latina ed in paesi caraibici come Cuba e S.Domingo.

Solo recentemente è apparso anche negli U.S.A. soprattutto nelle periferie metropolitane delle grandi città, nelle quali sono presenti forti concentrazioni demografiche di popolazioni latino americane. 

Oggi è inoltre apprezzato da una buona percentuale  del grande pubblico statunitense.

Attualmente, è conosciuto e molto apprezzato anche qui in Europa, soprattutto in Italia, sta avendo un grande impatto sulle nuove generazioni, facendo avvicinare tantissimi giovani alle sue note musicali, ma soprattutto al ballo del Reggaeton.

Alcuni cantanti iniziano ora ad utilizzare  stili simili per i loro nuovi arrangiamenti, artisti internazionali soprattutto americani ma di origine latina, utilizzano basi di questo stile per spopolare con nuovi brani di grande successo commerciale.

E’ considerato da molti un nuovo stile Hip Hop, che oltre a raccontare in maniera più o meno seria tematiche simili a quella dell’hip hop, possiede  una musicalità differente, più orecchiabile e per questo più ballabile dal grande pubblico.

Esistono poi, come in ogni settore musicale, differenti tipi di canzoni e di artisti, vi sono canzoni con basi sintetiche o altri pezzi arrangiati e creati per essere suonati da vere e proprie orchestre strumentali, la preferenza a questo punto diventa come per ogni cosa, molto personale.

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La commercializzazione del Reggaeton

Resta il fatto che il Reggaeton è una diramazione al quanto commerciale della musica latino americana, molti brani infatti sono meteore artistiche che passano velocissime dal successo assoluto ad essere dimenticate, o coperte dalle nuove canzoni prodotte dal nuovo artista di turno.

Essendo inoltre una musica senza troppe pretese, che può persino essere “fatta in casa”, offre ad artisti sconosciuti il modo di farsi notare senza un dispendio elevato di mezzi, produzioni e quindi investimento finanziario.

Tantissimi cantanti nascono proprio in questo modo, con una mediocre preparazione artistico-musicale, creando singoli dal grande successo nelle hit commerciali.

Tutto questo da non fraintendere col fatto, che esistono veri e propri artisti, cantanti e musicisti bravissimi anche nel Reggaeton, che hanno fatto,  o stanno facendo, la storia di questa corrente musicale, con brani dallo spessore sia artistico che musicale elevato.

Il diffondersi su scala planetaria di questa musica, ha fatto si che si diffondesse anche il metodo interpretativo, molto diverso dai classici balli ai quali siamo abituati ad assistere.

Offre movimenti di isolamento di zone muscolari, spezzate, circolari e cicliche, provenienti maggiormente dai balli di radice afro:

Il movimento continuo delle spalle, del busto, delle braccia e (soprattutto per le donne) del bacino, trasmettono a questa danza movimenti sensuali, divertenti e molto ritmici simili grazie alle varie contaminazioni, a quelli dell’hip hop o della dancehall.

Durante gli anni 90’, questi fattori diedero la possibilità ai maestri di origine latino americana di fare nascere le prime classi di Reggaeton, erano gli unici a poter trasmettere questo nuovo ballo.

I maestri di salsa cubana, di merengue o di bachata, si spinsero ad insegnare per la prima volta questo stile di ballo nei paesi Europei, ottenendo molto successo e contribuendo alla diffusione di quest’arte.

Presso la scuola di Reggaeton Phoenix Studio Dance a.s.d. di Milano, potrete conoscere tutto riguardo  a questo innovativo hip hop Latino del nuovo millennio.

Maestri qualificati di origine latino americana aspettano di condividere con i propri allievi, lo stile, la tecnica e la cultura del ballo latino urbano.

Per informazioni dirette o prenotazioni prove contattaci al: 348-0723256

corsi di hip hop alla Phoenix Studio Dance a.s.d.

Cultura e Stile dell’Hip Hop

L’Hip-Hop è una tipologia di ballo, è una corrente musicale, ma soprattutto è una crescita di una specifica cultura, la quale, attraverso la sua radicalizzazione ed evoluzione urbana, diede origine a tutto.

Una delle prime danze inerenti al suo stile è di certo la Breakdance (molti affermano che ne sia il diretto predecessore), presso la nostra scuola di Danza a Milano potrai conoscere la cultura e lo stile di questa fantastica Danza, scopri i nostri Corsi di Hip Hop a Milano.

Mentre la Break è per lo più una danza costituita da evoluzioni acrobatiche, specialmente a contatto col suolo, con l’utilizzo della gravità e del peso del corpo sorretto dalle braccia, la sua evoluzione nella Danza Hip Hop costituisce un ballo, creato da mosse eseguite in posizione eretta.

Ma che cos’è di preciso questo genere di ballo?

La cultura Hip-hop nasce da un mix di diverse correnti artistiche tra cui quella del jazz, la cultura rock ed anche alcune culture latino americane ed afro-latine.

E’ una forma di danza elevatamente energica, personalizzata e di grande impatto interpretativo, ogni ballerino infatti può tranquillamente contare sulla libertà di espressione, sia a livello di movimenti, che di atteggiamento interpretativo.

Nel corso della storia, l’hip-hop è stato plasmato e notevolmente influenzato da diversi elementi presenti nelle comunità delle classi sociali più povere, presenti nelle grandi metropoli americane:

Alcuni famosi Djs, la corrente artistiche dei graffiti da strada, i cantanti Rappers e i ballerini di B-boiyng (breakdance), sono solo alcuni degli elementi che trasformarono negli anni la cultura, lo stile ed il ballo Hip Hop.

Alcuni dei passi presenti al suo interno, richiedono una certa dose di abilità ed anche molta esperienza, per giungere al perfezionamento del movimento.

Occorre quindi sperimentazione, ed anche un buon senso ritmico per giungere al completamento di un passo, che a prima vista può apparire quasi semplice.

Da cosa è nato il Ballo Hip Hop?

La Breakdance nacque nel Bronx di New York, essa è una forma o diramazione dell’Hip-Hop che il pubblico ama guardare, molti affermano che sia la base dalla quale nacquero gli innumerevoli stili di ballo Hip Hop.

Questa danza ricca di evoluzioni acrobatiche, regala un’esperienza visiva fuori dal comune in quanto attira lo sguardo del pubblico impattando su movimenti veloci, acrobatici e vari livelli di ballo, che includono sia il suolo che l’acrobazia aerea.

I passi e le mosse di break richiedono tantissima pratica per essere padroneggiati, anche se ad ogni modo, il migliore ballerino di breakdance è colui che integra anche lo stile dei passi utilizzati in piedi, oltre che alle classiche evoluzioni acrobatiche.

Proprio su queste fondamenta l’Hip Hop si è evoluta dalle sue basi, creando e trasformandosi in nuovi stili di ballo differenti.

Pochi maestri riescono a trasmettere e a far capire agli allievi, che per avere un’ottima base dalla quale partire è opportuno integrare ad un corso Hip-Hop, anche classi di ballo come il moderno o il contemporaneo.

per gli allievi che in passato hanno già partecipato ad altre discipline di danza come ad esempio quella classica o la moderna, saranno di certo molto avvantaggiati rispetto ad altri, possedendo già la conoscenza del proprio corpo, la postura fisica e il senso ritmico musicale; tutto risulterà essere molto più “capibile”.

Le linee di danza sono estremamente importanti, possedendo una buona esperienza delle stesse, sarà più semplice l’assorbimento generale della tecnica Hip Hop.

Molti ballerini e persone provenienti dalla cultura Hip-Hop, ritengono che questo stile di ballo non debba essere “accademicamente insegnata” ma bensì, nascere e crescere all’interno di ogni singolo individuo come cultura e stile “da strada”.

Come danzatori anche noi affermiamo che questo potrebbe essere giusto, ma solo in parte.

Essendo l’Hip Hop una cultura, risulta difficile o quasi impossibile carpirne l’intrinseco significato, o viverla dal punto di vista introspettivo come ad esempio succede per un abitante di Harlem o di Brooklyn.

Proprio per il fatto, che non tutti siamo nati nelle periferie di New York o di Los Angeles, crescendo perciò a stretto contatto con problematiche come la povertà, la delinquenza, la persecuzione razziale, la vita urbana dei graffiti e delle gang da strada, che si sfidano attraverso coreografie di danza Hip Hop!…

A questo punto risulta naturale che, come per moltissime altre danze di cultura metropolitana, questo stile debba essere tramandato attraverso una sorta di trasformazione accademica, particolarmente per coloro che vivono al di fuori del suo sistema e folklore popolare d’origine.

Il nostro obiettivo è proprio questo, finalizzare tutta la conoscenza dei passi e della cultura di questa bellissima arte, attraverso la nostra scuola di Hip Hop.

Prenota la tua lezione di prova al 348-0723256 o contattandoci via e-mail. Ti aspettiamo!!!

Dancehall a Milano alla Phoenix Studio Dance a.s.d.

Influenza Reggae nella cultura della Dancehall

La Giamaica è una piccola isola soleggiata e molto bella all’interno dei Mari Caraibici, considerata storicamente anche la culla della Dancehall. 

E’ un genere nato verso la fine degli anni settanta e proveniente direttamente dalla musica Reggae di Bob Marley e di tantissimi altri artisti, l’influenza Reggae nella cultura della Dancehall è perciò molto visibile e palpabile.

Vieni oggi stesso a provare uno dei nostri Corsi di Dancehall a Milano, capirai quanto questo ballo sia prettamente finalizzato sulla fisicità e sulle mosse (posizioni o “moves”). 

Esatto, partecipare ad uno delle classi presso la scuola di Dancehall Phoenix a.s.d. di Milano, non significa solamente Shakerare o Twerkare il fondo schiena o per spiegarci meglio, non significa solamente quello…

Ma con elevata sorpresa per molti di voi, significa anche apprendere tantissime posizioni e movimenti di danza, dalle quali questo ballo è composto, come un muro è composto di mattoni.

Ad oggi sono infatti state raccolte oltre ottocento mosse di danza racchiuse al suo interno ed ancora, se ne stanno ricercando di nuove.

È proprio sull’isola Giamaicana, dove si trova una forte connessione tra danza e musica, dove esistono canzoni che attraverso i contenuti, spiegano di moves di danza e di stili di ballo legato alla musica.

Il problema più grande è l’interpretazione diretta dei testi delle canzoni, i quali sono creati da artisti Giamaicani che utilizzano una grande percentuale di slang all’interno dei loro testi musicali.

Per questo, esistono traduzioni fatte appositamente da interpreti specializzati per spiegare in maniera corretta i testi, composti dalle frasi che descrivono un movimento specifico dello stile di Ballo e che racchiudono i veri e propri nomi delle moves (fruibili anche in rete).

Cercando un nome di una delle tante moves attraverso i vari filmati su internet, appariranno video di bravissimi ballerini Giamaicani che eseguono i passi cercati; naturalmente, il metodo migliore per apprendere è quello di imparare direttamente da un maestro qualificato, che conosca i passi ed abbia una notevole conoscenza di cultura musicale e folklorica Giamaicana.

Cosa si impara alla scuola di Raggajam

La scuola si concentra anche sulla cultura e la conoscenza dei passi, in particolare è tutto concentrato sull’atteggiamento e sull’energia,  che un allievo deve arrivare ad essere in grado di trasmettere, una volta appreso quel determinato movimento o passo…

Potremmo persino affermare che questi due elementi (atteggiamento ed energia), sono parecchio più incisivi delle conoscenze culturali e delle competenze tecniche dei passi.

Vi sono infatti moves dove l’energia, la postura e l’atteggiamento sono di gran lunga più preziosi della tecnica di danza che si sta utilizzando.

Molte di queste mosse (le quali possiedono una nomenclatura alfabetica molto precisa), sono state create per la maggior parte spontaneamente, soprattutto durante gli incontri pubblici o le feste di strada in Giamaica.

Spesso risulta difficile supporre chi abbia creato un determinato tipo di passo, ed è altrettanto difficile stabilire quale delle molteplici versioni di quel determinato passo, viene eseguita dai ballerini. 

Per le strade Giamaicane o persino su Internet, sono presenti molte versioni differenti, ma alla fine, l’importante è ottenere l’idea del passo che si desidera trasmettere durante la Dancehall.

Molti artisti di ballo giamaicani, non considerano corretti i passi creati in Europa da ballerini di Raggadance europei e viceversa (robe da matti).

In realtà il giusto sta sempre nel mezzo, perché se un passo è bello ed efficace, lo è a prescindere dal paese di provenienza, la bellezza sta appunto nell’esecuzione e nello stile, come succede anche nella danza hip hop, o nelle varie danze urbane, che oggi continuano a diffondersi in tutto il mondo.

La tecnica è importante, ma mai quanto l’energia e l’atteggiamento che vengono sfruttati soprattutto quando si parla di ballo da strada.

Se non hai mai ballato e vuoi intraprendere una nuova danza culturalmente radicata, divertente e molto energica, questo stile è ciò che fa per te

Presso Phoenix Studio Dance a.s.d. Scuola di Dancehall a Milano.

info & prenotazioni al 348-0723256 contattaci ora e prenota la tua prova.

Corsi di Danza Moderna a Milano

Contrapposizione al balletto: ecco il Modern

La Phoenix studio Dance a.s.d. è lieta di presentare i suoi Corsi di Danza Moderna a Milano. 

Concepita durante i primi anni del ventesimo secolo, questo stile di Danza Accademica è uno stile concentrato sulle interpretazioni improvvisate o coreografate, ma proprie di un ballerino, anziché possedere passi strutturati all’interno di uno schema, come nella tradizionale danza classica del balletto. 

I danzatori di questo stile di Danza Moderna rifiutano gli ostacoli e le limitazioni della classica, ma si appellano a movimenti nati dall’espressione dei loro sentimenti e stati d’animo interiori.

In Europa, nel corso degli anni del 1900, i ballerini iniziano la loro ribellione contro le autoritarie regole del ballo classico.

Una rivoluzione contro le varie tecniche strutturate, i costumi molto costretti e poco liberi utilizzati, persino contro le calzature del balletto, questi danzatori favorirono una visione molto più rilassata e libera della danza.

Martha Graham è considerata tra i più importanti pionieri dello stile in questione.

Questa grande artista, per raggiungere il suo obiettivo di espressione delle emozioni umane come la passione, l’ira o l’estasi, ha sviluppato nel tempo il proprio linguaggio di movimento.

Graham sviluppò una innovativa tecnica di danza simile al ballo classico, ma con varie differenze. 

Lei si concentrava profondamente sulle movenze basiche dell’uomo, utilizzando gli elementi della contrazione e del rilascio.

Contrariamente alla ricerca dei movimenti fluidi ed allungati, i movimenti di Graham sono affilati ed accuminati.

I suoi corsi erano volti ad esporre le differenti emozioni umane attraverso il ballo, la sua innovativa e impavida visione della nuova danza, le fece guadagnare moltissimi premi ed onorificenze.

Grazie a tutto questo, oggi il Modern sprona i danzatori ad utilizzare i propri stati d’animo, per progettare nuovi passi o differenti routine e coreografie.

I ballerini non seguono quindi un codice schematizzato e strutturalmente tecnico come nel balletto classico.

Altre caratteristiche che differenziano il Modern dal Balletto classico

Un’altra caratteristica molto differente dal ballo classico, è la naturale diversità dell’utilizzo della forza di gravità all’interno delle coreografie:

Mentre nel balletto classico ci si sforza a risultare molto leggeri ed ariosi sui propri arti inferiori, a tenere linee e proporzioni ferme, lunghe, eleganti e leggere, nelle scuole di danza moderna si sfrutta in ampia percentuale tutto il peso del corpo, per giungere a migliorare e rendere più espressivi e di impatto i movimenti.

Con questo metodo si può così ottenere, uno scambio di forza più visibile tra tutti i livelli:

Alto, medio e basso dei quali è composta una coreografia.

Questa danza come dicevamo respinge la posizione classica di eretta verticalità, molte volte persino optando per cadute corporee deliberate verso il suolo.

Oggi il Modern è diventato una grande corrente nel mondo della danze Accademiche, si studia quasi ovunque, anche se purtroppo, capita che in alcune realtà venga insegnato qualcosa di non esattamente canonico.

Diversi interpreti ritengono che questa danza, dia loro la possibilità di sfruttare le potenzialità del balletto, senza però l’imposizione di trattenere ad ogni costo la massima attenzione sulla rigida tecnica naturale del Classico.

Osservare un ballerino può in molti casi essere fonte di emotività, soprattutto se il danzatore sta trasmettendo un’emozione specifica, magari rivolta alla tristezza, come la morte, la disperazione o il dolore (ovviamente la bravura di un ballerino di Modern, risiede proprio in questa capacità). 

Alcuni dei passaggi che i ballerini sviluppano quando creano una coreografia:

  • Prima di pilotare un’idea verso una coreografia specifica, il ballerino decide quali emozioni dovranno essere trasmesse direttamente al pubblico.
  • Molti ballerini scelgono come soggetti delle coreografie, un soggetto emotivo ad esempio una persona vicina al proprio cuore, come potrebbe essere un amore perduto, un amico sofferente, un fallimento personale, o addirittura storie di personaggi intrecciate di aneddoti profondi e ricchi di emotività.
  • A questo punto viene scelta la musica, la quale fa riferimento alla storia che si desidera raccontare, in alcuni casi si sceglie di non utilizzare nessuna traccia musicale, infine, un costume appropriato per riflettere al meglio le emozioni che la storia desidera trasmettere.

Per gli aspiranti Danzatori novizi che frequentano per la prima volta una scuola di ballo non c’è da preoccuparsi, le classi sono divise a livelli e per i più piccoli anche secondo fasce di età: Danza Moderna per Bambini e Ragazzi

Info & prenotazioni prove al: 348-0723256, prenota ora!

corsi di Danza Classica alla Phoenix Studio Dance a.s.d.

Storia del balletto da C.Blasis ad oggi

Dal 2014 Phoenix Studio Dance a.s.d. lavora ininterrottamente per offrire ai propri tesserati, il miglior servizio come Scuola di Danza classica accademica a Milano.

Le nostre classi di balletto classico conosciute anche come balletto romantico, sono un sistema di ballo articolato, attraverso movimenti di alta precisione del corpo e posizioni altrettanto precise di braccia, gambe e piedi.

Lo scopo è quello di conferire al danzatore, di finalizzare i propri movimenti con la massima agilità, un ottimo controllo, una gran velocità, una notevole leggerezza e moltissima grazia.

La Phoenix a.s.d. offre inoltre Corsi di Danza classica per bambini a Milano, non solo adulti quindi ma anche classi per piccoli aspiranti danzatori.

un’Insegnante di Danza Classica molto qualificata nel settore del ballo propedeutico e del Gioco con Danza, sarà pronta ad instradare i piccoli allievi, dai 3 anni di età in avanti, saranno pronti per entrare nel mondo della Danza Accademica.

La tecnica che è possibile apprendere attraverso i la nostra scuola, si basa soprattutto sulla posizione e lo studio della rotazione degli arti, grazie alle quali, aumenta la qualità e quantità di movimenti realizzabili, conferendo agli stessi una linea molto più gradevole.

Il tema di fondo trattato nella Danza Classica  può essere di carattere romantico, realistico o anche legato alla mitologia; può essere rappresentata una moltitudine variopinta di situazioni anche drammatiche od emotive.

Il Classico possiede rilevanti origini provenienti dal balletto di corte francese nato nel XVII secolo, utilizzato in seguito dalla scuola imperiale del balletto Russo nel XIX secolo, ed infine anche nelle opere dei maestri ballerini e coreografi italiani come C. Blasis, che nel 1820, creò e pubblicò a livello accademico, la prima codificazione della tecnica del balletto classico.

Egli applicò questi metodi rigorosi persino presso La Scala di Milano, trasformando questa prestigiosa scuola di danza classica, nella principale fonte di danzatori, che diffusero il ballo nel resto dell’Europa.

La Classica è senza ombra di dubbio alla base di tutte le arti del ballo (considerata da molti come la madre di tutte le danze), un ballerino/a con un intenso trascorso nel Balletto possiede sicuramente connotazioni specifiche e tecniche di livello superiore a chiunque altro.

Una preparazione attraverso questa tecnica, arricchirà lo stile, le linee ma soprattutto la consapevolezza del danzatore, il quale potrà a sua volta, intraprendere ogni tipo di percorso accademico, scegliendo persino tra discipline poco rilevanti col balletto classico, sfruttandone sempre e comunque le relative peculiarità tecniche di base delle quali il classico è composto.

Se desiderate partecipare a lezioni di prova dei nostri corsi di danza classica a Milano (gratuite per i bambini e i ragazzi fino ai 10 anni), contattateci ora.  

Chiamaci per una prova con la nostra insegnante di Danza Giusy Orsino al: 348-0723256

danza contemporanea alla phoenix studio dance a.s.d.

Tecniche della Danza Contemporanea

Phoenix Studio Dance a.s.d. è la tua Scuola di danza a Milano, essa ha come obbiettivo principale quello di trasmettere agli allievi uno stile davvero molto espressivo, combinando elementi di danza provenienti da differenti generi: 

La moderna, il jazz, quella lirica ed alcune basi di balletto classico.

I ballerini di questo stile particolare cercano di connettere mente e corpo, grazie ai movimenti di danza con peculiari caratteristiche di fluidità e precisione.

Contrariamente alla danza del ballo classico, durante i Corsi di Danza Contemporanea a Milano vengono esaltate le tecniche dei seguenti fattori: molto la versatilità, le linee di danza e l’improvvisazione.

Capita spesso che i ballerini si concentrino sul livello di terra (il pavimento), utilizzando molto la forza di gravità, il controllo del corpo, l’equilibrio e la flessibilità, ballando pezzi di coreografie a stretto contatto appunto col suolo.

Questo ballo Accademico viene spesso eseguito in piedi, spesso i danzatori sono scalzi e indossano abbigliamenti per lo più molto essenziali, questo dipende molto anche dal tipo di spettacolo che si andrà a preparare, al tipo di storia inerente al suddetto pezzo, ed al tipo di interpretazione che si vuole dare.

Nelle classi verrete a contatto con diversi stili di interpretazione, questi potranno essere eseguiti a loro volta su diversi stili di musica:

Il suono ha infatti un valore fondamentale durante le coreografie, la danza può infatti essere ballata su tantissimi tipi di musiche, dalla sperimentale, alla musica pop a quella classica od anche elettronica.

I fondatori dello stile, includono diversi ballerini, che ritenevano che i danzatori avessero il diritto di ottenere maggiore libertà di movimento, in modo da esprimere gli stati d’animo più profondi ed intimi.

Sarebbe opportuno, ma non di certo obbligatorio, che gli studenti che volessero partecipare ad una lezione, debbano aver già avuto, almeno una volta nella vita, un avvicinamento alla danza, o meglio ancora, un trascorso più o meno impegnativo nel ballo classico (anche solo un accenno).

Questo conferirebbe in loro la consapevolezza del proprio corpo, dei pesi dello stesso e delle linee della danza, molto importanti anche nella contemporanea.

Di seguito cercheremo di consigliare, come, ipoteticamente un ballerino, dovrebbe iniziare e trascorrere i propri studi di danza nel tempo, Il trascorso più ovvio sarebbe il seguente:

All’età di 3 anni un percorso di danza propedeutica con avviamento alla danza, superati i 5 anni d’età e dopo aver capito le differenze di base tra peso del corpo, spostamento, postura, ecc. il danzatore può già impegnarsi in un corso di danza, inerente al proprio gusto o scelta personale.

In teoria, la scelta migliore sarebbe quella di utilizzare una disciplina di base come quella classica, per poi mettere in parallelo ad essa, una disciplina preferita come la danza moderna, l’hip hop o qualsiasi altro stile che verrà accentuato e migliorato dalla tecnica della Classica, ad esempio:

  • Danza classica + Modern
  • Modern + Contemporary
  • Contemporary + Danza Classica
  • Modern + Hip Hop
  • E così via…

Utilizzare una disciplina Accademica di base come il classico, il modern o il contemporaneo, potrà in età più adulta aiutare a catalizzare e ad assorbire in maniera più proficua, qualsiasi altra disciplina artistica legata al ballo.

Le conoscenze di base che discipline artistiche ed articolate come la danza classica sono in grado di offrire agli allievi, sono inimmaginabili.

Prendendo come riferimento ed osservando un gruppo di ballerini di balli popolari un poco più attuali, come ad esempio le danze etniche (danza del ventre, flamenco, ecc.), o le danze folkloriche (come ad esempio il ballo latino americano), balzerà subito all’occhio di qualsiasi osservatore, quali ballerini hanno avuto un trascorso per mezzo di altri tipi di danze Accademiche oltre a quella svolta:

Le linee di questi danzatori avranno un impatto più fermo, elegante e deciso così come le posture corporee o la stessa elasticità fisica.

Vieni per una lezione di prova presso la Phoenix a.s.d., info & prenotazioni prove al 348-0723256

corsi di flamenco alla phoenix studio dance a.s.d.

La cultura Gitana nel Flamenco contemporaneo

In questa pagina scopriremo il Ballo, le origini, l’evoluzione e l’espansione della cultura Gitana nel Flamenco contemporaneo.

Alla Phoenix a.s.d. (scuola di Flamenco a Milano) proponiamo diverse Classi di quest’arte proveniente dall’Andalusia, che integra all’interno delle proprie coreografie la danza, la musica da ballo, il canto e lo strumento classico per eccellenza: la chitarra spagnola. 

Ampiamente conosciuto per la sua elevata intensità di emozioni, il ballo si distingue dal resto delle danza, grazie soprattutto ai suoi movimenti delle braccia, che risultano aggraziate, la forza dei suoi passi, le urla ed il battito delle mani a tempo dei ballerini, chiaramente senza tralasciare gli accordi di chitarra che vengono strimpellati durante la danza.

Come già menzionato è originario dell’Andalusia, in Spagna, questo ballo è il prodotto di un mix di culture:

Quella zingara, araba, quella cristiana ed ebraica.

Oggi è un’arte apprezzata e sfruttata in tutto il mondo, tanto che nel 2010 venne dichiarato patrimonio di cultura a livello umanitario.

il Flamenco nacque a metà del diciottesimo secolo in Spagna (Andalusia), anche se le sue vere origini risalgono a tempi ancor più remoti.

Di fatto racchiude in sé elementi musicali e di danza già esistenti nelle diverse culture che ne aiutarono la nascita diretta.

Infatti esso sorge in un clima multi-etnico e di conseguenza multi-culturale. 

I vari popoli prima menzionati, mescolarono fattori propri culturali con elementi della tradizionale cultura andalusa, raccogliendo persino accenni di piccole influenze africane, provenienti sia dall’Africa che dai Caraibi: 

E’ comunque nella maggior parte dei casi, quasi sempre associato alle culture zingare, forse perché questa comunità è quella che più di tutte ha contribuito alla sua nascita ed espansione.

Gli zingari inoltre hanno miscelato in metodo armonioso, molti di questi elementi provenienti dalle diverse culture dell’epoca.

Le basi della Danza Gitana spagnola sono dunque multi etniche. 

Le radici delle differenze culturali presenti in questo stile di danza spagnolo, sono rispecchiate in tutti i suoi fattori, per esempio, nel canto e nella musica sono presenti influenze di:

Canzoni di Sinagoga, alcuni canti Gregoriani, canzoni folkloriche Andaluse, alcune sonorità Arabe e talvolta anche ritmi palesemente Africani.

Per quanto riguarda invece la danza flamenca, si potranno osservare elementi della danza tradizionale spagnola, alcune danze indiane e africane. 

Secondo alcuni storici di spessore, gli elementi essenziali del ballo flamenco derivano principalmente da 3 culture, che verranno inoltre studiate presso la scuola di Flamenco:

  • La cultura Andalusa: la quale si occupa di contribuire nel ballo con la sua eleganza, leggerezza, linea, grazia e malizia.
  • La cultura Zingara: la quale si occupa di contribuire donando energia interiore, il temperamento, l’atteggiamento e l’incisività interpretativa.
  • La cultura Africana: la quale contribuisce con la sensualità ed i ritmi a binario.

Durante i nostri Corso di Flamenco a Milano verranno studiate molte nozioni, tra le tante capiremo che nella sua cultura, la danza, il canto e la chitarra si miscelano in un’univoca espressione d’arte. 

Una volta che i 3 elementi sono pronti per cooperare, ecco che appare infine la danza ad unirli tutti.

I danzatori interpretano attraverso tutto il sentimento e le emozioni che si ricevono direttamente dalla musica, una sorta di botta e risposta tra le due parti, che scaturisce in seguito in un’esplosione di arte, intrecciata tra musica, sentimento e danza.

A questo punto sono i movimenti delle braccia, seguiti da quelli degli arti inferiori, a seguire e molte volte anche a completare il ritmo musicale.

Capita infatti, che il ballerino esegua con i suoi piedi i famosi zapateos che tra tacchi, punte e battiti di scarpe seguono o completano le sonorità ritmiche del pezzo musicale, arricchendo assieme agli altri strumenti la musica; trasformando quindi il danzatore anche in musicista, questo e molto altro ancora verrà affrontato con la bravissima Insegnante di Flamenco Valeria Guatta.

Tenendo presente che ogni musica Gitana ha una propria struttura ritmica e sentimentale, il danzatore deve creare la sua danza sulle basi di questi fattori, non tenendo un modello di danza prestabilito di passi o movenze.

Il Flamenco è una danza legata a profondi sentimenti e nacque in principio come espressione di comunità emarginate, le quali utilizzarono quest’arte come mezzo d’espressione per le loro esperienze emotive come il dolore e la gioia, l’amore e l’odio, la disperazione e la felicità, tutte queste sono considerati tematiche principali.

Osserveremo inoltre che quest’arte, sia nella danza che nel canto, presenta molte volte il comune denominatore, che culmina nel cambiamento da una sensazione dolorosa ad uno stato d’animo più leggero e felice, questo anche per incentivare la crescita dei movimenti e del ballo durante le coreografie.

Alla scuola Phoenix Studio Dance oltre alla tecnica ed alla danza, vi è un mondo artistico tutto da conoscere e scoprire, vieni e prova una lezione presso la nostra struttura. 

Per info e prenotazioni prove inviaci un messaggio dalla sezione contatti, una e-mail oppure chiamaci direttamente al 348-0723256.

corsi di tribal fusion a Milano by phoenix studio dance a.s.d.

Dal 1990 ad oggi i mix della Tribal Fusion

Phoenix a.s.d. propone classi di T.F.B.,un’innovativa forma rivisitata della più antica Belly dance. 

Questa nuova fusione di danze (per l’appunto Fusion), nata in America, si sviluppa in Europa dal 1990, nasce direttamente dalla miscellanea di vari stili di ballo già esistenti, principalmente da questi:

  • L’American Tribal Style (meglio conosciuto come: ATS)
  • Il Cabaret Americano della Danza del ventre

La caratteristica principale di maggior visibilità sono i movimenti combinati tra danza occidentale e danza orientale, una fusione ed uno scambio di tecnica che creano un connubio perfetto. 

I movimenti di Bellydance sono mescolati con elementi di tipiche danze di origine occidentale come la danza moderna, quella classica, la contemporanea, il ballo hip hop e persino movimenti provenienti dal locking (con le sue brusche isolamenti muscolari).

Presso la Phoenix a.s.d. potrai partecipare ai nostri Corsi di Tribal Fusion con la bravissima e preparatissima Jenny Fusion Dance, la nostra Insegnante di Tribal Fusion.

Non sono escluse dalle varie combinazioni nemmeno le danze più tradizionali come il flamenco, l’odissi o altri stili ancor più folklorici. 

La musica all’interno della Tribal Fusion Belly Dance

Stesso discorso di varietà anche nella sezione musicale, lo sfondo musicale può comprendere infatti tantissime tipologie di correnti musicali, tante quanti sono gli stili di danza utilizzabili:

La musica utilizzata nelle classi di Tribal può assumere variegate sfaccettature, potrà di fatto avere uno stile di natura differente ogni volta che si ballerà.

l’insieme musicale potrà variare dalla musica dubstep, a quella jazz per giungere persino a quella pop.

La Fusion nasce durante i primi anni del 1990 a S.Francisco, in California superando con il suo stile innovativo di movimenti e musica, un netto confine tradizionale mantenuto sino a quel momento dalla danza del ventre.

Nasce così una nuova ed interessante corrente, sia dal punto di vista del pubblico che da parte dei nuovi professionisti.

Oggi, grazie alla sua grande espansione e continua evoluzione in tutto il mondo, esistono numerose realtà differenti, sottocategorie di danza ed ancora, sotto insiemi e diramazioni dei generi a seconda della particolare inclinazione artistica di coloro che la ballano, che la insegnano e che la tramandano.

Questo è senza ombra di dubbio un giovane ma già molto evoluto stile di danza, che mira parecchio oltre la propria radice di Danza Orientale mixata all’American Tribal Style (ATS), di fatto questa danza è riconosciuta da molti con la definizione di Fusion Belly Dance (oppure Danza del Ventre Fusion in Italia).

Come già accennato, le influenze artistiche che possono essere apportate ad essa a livello di fusione o contaminazione, sono pressappoco infinite, nelle sue coreografie e nei suoi movimenti, possiamo verificare la presenza di danze orientali come quella Indiana, balli africani, combinazioni di danze del medio-oriente, movimenti di flamenco, danza burlesque e danza gotica e persino accenni di danza caraibica, moderna, hip hop e così via…

Questo Stile è quindi il frutto di una costante e continua fusione tra diverse tipologie di danza, tecnica Tribal Fusion e movimenti provenienti da altrettante danze, che contaminano questa nuova corrente di ballo in metodo innovativo.

Presso la Phoenix Studio Dance a.s.d. troverai tutte queste sfaccettature racchiuse in un percorso dinamico, molto articolato ma allo stesso tempo piacevolissimo, alla base sono richiesti chiaramente volontà di apprendere nuovi tipi di movimenti ed una sufficiente dose di impegno. 

La nostra Scuola di ballo ti invita a lezioni di prova senza impegno, contattaci ora al 348-0723256 o tramite e-mail.

scuola di breakdance

Declino e risalita del Breakin

Benvenuto alla Phoenix Studio Dance, la tua nuova scuola di ballo a Milano.

Il Breakin è uno stile di danza hip hop che è chiamata notoriamente col nome di “B-Boying”. 

Durante i percorsi verrà affrontato un programma che consisterà in una serie di passi e movimenti di varia natura, alcuni in piedi, altri per terra, questi passi o moves sono differenti per nomi, si può passare dai “top rock”, “up rock” ai “footwork”,  agli “spinning” per finire poi con i famigerati “freeze”.

Vieni oggi a provare il tuo Corso di Breakdance a Milano e diventa un vero B-Boy.

Nacque nel Bronx di New York ed Il termine “B-Boy” – “B-boying” è stato forgiato dal noto Dj Kool Herc, uno tra i primi ad aver condiviso uno stile di musica innovativo per quei tempi.

Il termine “B-Boy” che  tradotto significa “ragazzo di rottura”, stava ad indicare i ragazzi chiamati così proprio per il fatto che ballavano sulla parte di pause o appunto sulle “rotture” della musica.

Più tardi, riutilizzando queste pause in maniera sapiente e mixandole con le basi della musica dai DJs, nacque il “breakbeats”.

Anche se oggi nelle scuole di breakdance, la tendenza per la maggior parte delle persone è stare a raccogliere esclusivamente mosse di potenza acrobatiche (o power-moves), un vero b-boy dovrebbe istintivamente padroneggiare tutti gli elementi dei quali questa danza acrobatica è composta. 

Vi sono persino controversie e pareri discordanti tra i ballerini di breakin’, soprattutto tra coloro che impostano maggiormente la loro danza sullo stile, ed altri che prediligono le power-moves (le evoluzioni acrobatiche).

Potremmo così infine trovarci di fronte a ballerini differenti tra loro proprio per la scelta di questi stili.

Ad esempio la “Rock Steady Crew” fu un gruppo di ballerini, che prediligeva più che altro mostrare lo stile individuale dei vari membri piuttosto che le power-moves; anche se le acrobazie, i salti mortali e le mosse di forza hanno un potere di grande impatto sul pubblico, risulta molto difficoltoso per i ballerini inserire lo stile personale in questo tipo di mosse.

Di fatto, le mosse di potenza (o acrobazie di danza) sono belle ma sono comunque per lo più movimenti ginnici e di equilibrio fisico piuttosto che movenze di vero e proprio stile di ballo. 

Resta il fatto che dalla nascita delle prime Crew, la breakin inizia ad espandersi ed a conquistare il mondo, forse divenendo addirittura lo stile più conosciuto dell’hip hop ancora oggi.

Mentre i vari DJ erano intenti ad inventare nuovi modi per mixare o per allungare i tempi nelle battute delle registrazioni musicali, su queste ultime, i b-boys ottennero più tempo e modi per inventare e sperimentare.

Vennero introdotte nuove moves come ad esempio il cadere a terra ed il giocare coi piedi sulla musica “poppin”, questi passi furono standardizzati per essere poi sempre presenti all’interno delle coreografie.

Poco dopo alcuni ballerini iniziarono ad utilizzare braccia e le mani per sostenere i loro corpi nello spazio, capovolti a testa in giù o raccolti nei vari stili di “freeze”.

Attorno alla fine degli anni settanta, “la Break” iniziò però a perdere la sua popolarità, soprattutto sulle nuove generazioni di bambini afro-americani, sfiorando quasi l’estinzione.

Tuttavia, la “breakdance” tornò in primo piano grazie ad una nuova generazione di b-boys, che però provenivano non più dai quartieri poveri Newyorkesi ma bensì da Portorico,

Questi ballerini aggiunsero linfa vitale allo stile di ballo trasportandolo ad un livello superiore.

Inserirono diversi livelli acrobatici, ed inventarono tantissime innovative e nuove mosse.

Da questo momento in avanti venne sfruttata in varie situazioni dello Show contemporaneo, ed addirittura prese spunto ed assorbì elementi da altri settori al di fuori della Danza.

Il Breakin all’interno del mainstream

Persino artisti cinematografici come Bruce Lee favorirono nuovi spunti ed idee, che si fusero assieme per creare stili di ballo nuovi.

La grande popolarità di film legati alle arti marziali durante la fine dei 70’, ebbero un grande impatto sui nuovi stili della break dance.

Un elevato numero di movenze e mosse provenienti dal kung-fu, sono state incorporate nello stile.

Ad esempio i “windmills” (mulini a vento – eseguiti con le gambe da terra), vennero da mosse di kung fu utilizzate per rialzarsi dal pavimento. 

La B-boying divenne ancora più popolare durante gli anni ottanta, quando venne introdotta ed utilizzata per la prima volta durante le riprese di un famoso film di New York: “Flashdance”.

La B-boying divenne famosa col nome di “Break dance” a causa di diverse coperture ed errori commessi dai Media, per colpa di tutta questa cattiva informazione, quando i media non mostrarono più la b-boying in TV, molta gente pensò che quest’arte fosse solo una corrente passeggera e che fosse solo una moda superata, tanto da risultare da molti persino morta.

Solo negli anni ’90 risorse dal suo periodo invernale e finalmente, grazie a diversi b-boys che non persero mai le speranze, venne riconosciuta a livello internazionale anche in differenti paesi europei come vera e propria danza sportiva.

Attraverso le varie gare di livello mondiale, in ogni scuola di breakdance del mondo ed attraverso eventi organizzati e contest, non perse mai la sua popolarità.

Ancora oggi grandi eventi di breakin’, vengono organizzati da famosi artisti per riunire a livello internazionale, tutti i più bravi b-boys del mondo.

info e prove al: 348-0723256

scuola di afro a Milano

La cultura artistica della danza Africana

Le Danze Africane sono un recipiente molto ampio di stili dei balli popolari Afro, per questo la nostra Scuola Phoenix a.s.d. offre la possibilità di partecipare a Corsi di Danze Afro a Milano, con l’obiettivo di raggruppare il maggior numero di queste tipologie in un unico percorso.

Dal Nord al Sud Africa infatti si estendono tantissimi Paesi con altrettante centinaia di regioni, ognuna delle quali è caratterizzata differentemente  dall’altra, sia per quanto riguarda l’etnia del popolo, gli usi, i costumi, la cultura, la religione, sia per quanto ne riguarda, di conseguenza l’arte.

Chiaramente la Danza fa parte della cultura artistica di ogni determinato paese, venendo inoltre altamente influenzata da tutto ciò che lo caratterizza, proprio per questo motivo in Africa esistono innumerevoli stili di Ballo.

La scuola di danze Afro Phoenix a.s.d. si presenta ad un livello collettivo, esprimendo e rispecchiando la realtà contemporanea delle comunità africane più che la realtà individuale.

E’ come se tutti, unendosi tra spirito, fisico e movimento, diventassero parte di un’unica grande macchina danzante.

Ma approfondiamo un po’ di più il discorso delle Danze Africane esistenti: 

Possiamo di sicuro affermare che in tutta la parte sud sahariana dell’Africa, pare molto difficile trovare una tipologia di danza condivisa solo tra coppie, costituite da uomini e donne, infatti, le pratiche di balli di coppia erano prima del termine dell’era coloniale, considerate danze di basso gusto specialmente dalle culture dell’epoca.

Pochissime sono le danze dell’Africa originali, che vedono l’esistenza di partner associati grazie al ballo, o di un’interazione intima nel ballo tra uomo e donna. 

Solo alcune come la danza della bottiglia Mankon del Camerun, o il ballo Assiko di Douala, permettono una collaborazione tra ballerini di sessi opposti.

Oggi, altre nuove forme danza più moderne, invece, apportano un focus maggiore proprio sul fattore dell’interscambio di movimenti tra uomo e donna.

Le Danze Africane tra vita, cultura e religione: 

Scendendo nello specifico, prendiamo come esempio, oltre alle normali lezioni di Danza Afro, anche i nostri corsi di Afro Yoruba a Milano (ballo religioso proveniente dalle coste del fiume Niger, arrivato poi attraverso la schiavitù sino ad alcune regioni sud americane); essi si concentrano su espressioni che simboleggiano desideri, valori spirituali, religiosi o addirittura creatività culturale e collettiva.

Questa danza spesso nelle sue rappresentazioni celebra il passaggio metafisico dall’infanzia all’età adulta, ed in alcuni casi, anche l’iniziazione ad un culto spirituale.

Tutto ciò che anche in ridottissima parte riporta ad una tematica che simboleggia il rapporto amoroso di coppia, risulta totalmente considerato fuori luogo e fuori tema.

Qui alla Phoenix puoi trovare tutto questo, contattaci ora per una lezione di prova al 348-0723256.

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