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Reformer, Caddillac, Wunda Chair, Barrel, Pedi, Spine Corrector: il Pilates e i suoi macchinari
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Reformer, Caddillac, Wunda Chair, Barrel, Pedi, Spine Corrector: il Pilates e i suoi macchinari


I Macchinari del Pilates come come il Reformer (uno tra i più complessi ed importanti del metodo), la Chair (la sedia speciale che si distingue tra Arm, High e Wunda), Il Barrel (Small o Ladder), il Foot o la Spine Corrector ed il Pedi (conosciuto anche come Pole), potrebbero sembrare a primo impatto nomi altisonanti dalla dubbia provenienza, ma non è affatto così.

Joseph Pilates passò la sua intera vita a studiare, studiò per giungere ad affinare in maniera sempre più perfetta ed approfondita la propria tecnica.

Lo fece con l’obiettivo di aggiungere esercizi migliori e mirati alla tecnica del Pilates, che aiutassero il suo metodo a divenire col tempo, uno stile di allenamento dal valore aggiunto.

Una tecnica capace non solo di riequilibrare muscoli e postura, ma di intervenire nel profondo, anche per quanto riguarda la parte psicologica dell’essere umano.

Lo stesso ideatore considerava la propria creatura un metodo perfetto sia per il fisico che per la mente.

Riuscì ad avere la grande occasione di poter testare sul campo le proprie teorie ed il proprio metodo, in particolare durante il corso della Prima Guerra Mondiale.

Poco prima del grande conflitto bellico, J.Pilates stava trascorrendo la sua vita nel Regno Unito, dove lavorava presso palestre come maestro di tecnica in autodifesa e pugilato, ma non solo, egli era anche un abile artista circense.

Appena scoppiò la Grande Guerra, Pilates venne quanto prima internato con altri suoi compatrioti tedeschi presso un campo militare in Germania.

Qui è dove il suo estro ed i suoi studi si unirono e convogliarono assieme alle sue abilità, a formare il vero e proprio metodo ginnico.

In un primo momento sottopose i militari ad un allenamento rigoroso attraverso ciò che oggi è conosciuto come Pilates Matwork (ossia il Pilates senza macchinari appositi di grandi dimensioni), bensì su tappetino ed a corpo libero con piccoli attrezzi poco igombranti e maneggevoli.

Diversi medici militari elogiarono le tecniche presenti nel metodo di Pilates, in primo luogo perché sostenevano che grazie agli allenamenti contenuti nelle disposizioni tecniche, moltissimi internati riuscirono a mantenere alto e forte anche il loro sistema immunitario oltre che alla propria struttura fisica.

Alla fine della Guerra il giovane Pilates ritornò in Madre Patria, spinto dalla sua stessa passione, per aiutare questa volta in ambito ospedaliero e, naturalmente, per studiare nuove tecniche da aggiungere al proprio metodo.

I primi attrezzi e macchinari del Pilates nel dopoguerra

Durante questo periodo, Pilates operò profonde modifiche al suo metodo di ginnastica convenzionale, introducendo i grandi attrezzi (i macchinari), niente meno che nuovi strumenti ginnici, progettati ispirandosi ed estrapolandoli direttamente dai letti dei malati che non erano in grado di muoversi, sia per ragioni di impedimento fisico che per ragioni di comodità.

Queste modifiche meccaniche alle normali strutture di arredamento ospedaliero, diedero vita ad importantissimi strumenti del mondo del Pilates e del Fitness professionale come: il Reformer, il Caddillac, la Wunda Chair e molti altri ancora già prima menzionati…

Sono macchinari davvero ottimi, che col tempo aggiunsero esercizi precisi creati sulle caratteristiche di ognuno di essi, infatti, tramite ognuno di questi fantastici ed utilissimi strumenti, è possibile eseguire oggi una serie innumerevole di esercizi.

Esercizi che devono essere studiati appositamente da professionisti del settore, vi sono infatti vere e proprie scuole di Pilates anche sul territorio italiano, che prevedono esami specifici per il loro conseguimento e per il relativo rilascio delle certificazioni.

Sono tutti macchinari che oggi vengono largamente adottati e proposti nelle molteplici strutture dedicate al benessere: palestre, scuole di ballo, piscine, centri sportivi ed altro ancora.

Esistono persino siti come studioli privati, all’interno dei quali l’operatore certificato ospita un solo allievo alla volta su un singolo macchinario (molto spesso in queste piccole realtà private, viene utilizzato il Reformer perché è il macchinario più versatile), perché integrano nella loro completezza progettuale, una serie innumerevole di esercizi praticabili nell’ambito del Pilates.

Molti altri insegnanti di Pilates, praticano esclusivamente il metodo a corpo libero, senza perciò l’ausilio dei grandi macchinari, ad esempio come la semplice palla da Pilates o il famoso Ring per il corpo libero, i quali celano una vasta gamma di esercizi ed applicazioni possibili.

Che sia Pilates Matwork (piccoli attrezzi) oppure con macchinari, questo metodo risulta comunque eccelso e praticabile da chiunque…

Provare per credere!!!


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